Bonelli (AVS): “Borsellino coscienza civile del Paese, La Russa lo riduce a bandiera di parte”

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“Trentaquattro anni fa la mafia uccideva Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. Insieme a Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia, sono parte della coscienza civile di questo Paese: eroi che hanno pagato con la vita l’impegno per la legalità, e che oggi più che mai serve continuare a ricordare per contrastare la mafia.

Ma la memoria non basta se non si traduce in scelte concrete. Da anni assistiamo a un progressivo indebolimento degli strumenti di contrasto alle mafie, con meno risorse e meno prevenzione.

E invece di raccogliere questo giorno con il rispetto che merita, anche oggi il Presidente del Senato La Russa ha perso l’occasione per tacere. Ipotizzare quale sarebbe stata oggi la collocazione politica di Borsellino, arrivando a immaginarlo ministro di Fratelli d’Italia, non è un atto di rispetto: è l’ennesima strumentalizzazione di un magistrato ucciso dalla mafia, ridotto a bandiera di parte. La Russa, anziché fare il Presidente di tutti, continua a fare il capopopolo di Fratelli d’Italia. Il rispetto per Borsellino, per la sua famiglia e per il suo sacrificio si dimostra con i fatti, non arruolandoli per le  proprie battaglie politiche.

Come Alleanza Verdi e Sinistra continueremo a batterci dentro e fuori dal Parlamento perché la cultura della legalità diventi impegno strutturale del Paese, nella scuola e nei territori. Lo dobbiamo a Borsellino e a tutte le vittime di mafia.”

Così Angelo Bonelli , deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde