“La destra decide con queste assurde intese di rinunciare a combattere le diseguaglianze territoriali, cancella materialmente l’art. 3 della Costituzione e sancisce invece che ogni Regione fa da sé. Eppure, il recente voto unanime sui fuori sede, 5 milioni di persone costrette a risiedere lontano dalla propria casa per motivi di studio o di lavoro, ha fotografato le nostre differenze territoriali. Il Governo va avanti nonostante la Consulta abbia detto con una sentenza importantissima, la numero 192 del 2024, che l’autonomia differenziata pensata dalla Lega non va bene, mina l’unità del paese, insieme alla solidarietà e all’uguaglianza, principi che non possono prescindere da quello dell’autonomia, né venire dopo”. Lo ha detto il capogruppo di AVS nella commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti, intervenendo in Aula sulle pre-intese “stabilite con il Governo da quattro Regioni guidate dalla destra i cui presidenti non hanno neanche avuto il buon gusto di chiedere testi specifici, calati nelle loro particolarità territoriali: i testi sottoposti al parlamento, infatti, sono letteralmente identici tra loro, alla faccia dell’autonomia e della vocazione di ciascun territorio. Oppure dobbiamo pensare e temere che la contiguità territoriale delle 4 regioni del nord e le intese-fotocopia disegnino quello che i primi leghisti sognavano: la Padania. Le pre-intese sarebbero così il primo passo verso la secessione del nord, un atto sovversivo messo in piedi con l’asse dei sedicenti patrioti di FdI. In ogni caso l’arroganza e l’estrema fretta con cui il governo Meloni, il ministro Calderoli e Matteo Salvini sono andati avanti svelano tutto l’atteggiamento propagandistico di questa operazione: la Lega pretende di avere il suo manifesto per le elezioni, e non dirà che la tanto decantata autonomia è diventata indifferenziata grazie ai loro raggiri, una operazione che mina la tenuta democratica del paese”, ha detto Zaratti.


