UE, Bonelli: “Meloni è venuta in Aula a organizzare il tifo, non a governare. Sulle rinnovabili racconta bugie agli italiani”

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«Giorgia Meloni oggi è venuta alla Camera non per confrontarsi con il Parlamento in vista del Consiglio europeo, ma per fare un comizio e organizzare il tifo tra i suoi parlamentari. Ha trasformato l’Aula in una curva da stadio, mentre il Paese continua ad affrontare salari bassi, bollette alte e una crescente povertà sociale.»

Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo alla Camera dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio.

«Meloni è un caso di scuola dell’ipocrisia applicata alla politica, perché pratica il doppio standard sulle sanzioni. Dice sì alle sanzioni contro Russia e Iran, ma le considera sbagliate quando si parla del governo Netanyahu. Di fronte alle stragi di civili a Gaza e alle violazioni del diritto internazionale, il governo italiano continua a voltarsi dall’altra parte.»

«Ma le bugie più clamorose riguardano l’energia. Meloni rivendica risultati sulle rinnovabili che non esistono. L’Italia non sta rispettando gli obiettivi annuali pari a 10 GW: siamo sotto di ben il 30% e il suo governo ha tenuto nel cassetto la proposta da 85 miliardi di euro di investimenti privati per realizzare 60 GW di nuova capacità rinnovabile, che avrebbero ridotto la nostra dipendenza dal gas di 15 miliardi di metri cubi, l’equivalente di quello che importiamo da Qatar e Stati Uniti. Anche per responsabilità di Meloni, che governa da quasi quattro anni, oggi abbiamo il prezzo dell’energia più alto d’Europa, proprio perché la destra ha ostacolato la transizione energetica e continua a bloccare impianti e autorizzazioni.»

«La presidente del Consiglio ci ha anche accusato di non avere il coraggio che avrebbe avuto lei nei confronti delle banche. Su questo ha ragione: noi non avremmo mai avuto il coraggio di fare ciò che ha fatto il suo governo, cioè approvare una norma che ha garantito alle banche uno sconto fiscale di circa 800 milioni di euro. La differenza è che noi pensiamo che la grande ricchezza debba contribuire di più per finanziare la sanità pubblica, combattere la povertà e aumentare le pensioni. È una questione di giustizia sociale: chi ha di più deve dare di più.»

«L’Italia ha bisogno di un governo che affronti i problemi reali, dalla sanità alle pensioni, e non di una presidente del Consiglio impegnata a fare propaganda e a organizzare il tifo in Aula.»