“I nuovi dati Istat dipingono un quadro inaccettabile: l’Italia resta un Paese in cui le donne fungono da ammortizzatore sociale, pagando il prezzo più alto di profonde asimmetrie culturali e mancanze istituzionali.”
Spiega Fiorella Zabatta co-portavoce di Europa Verde ed esponente AVS, che prosegue:
“I numeri parlano chiaro: nel 2023 le donne hanno dedicato al lavoro familiare in media 4 ore e 44 minuti al giorno, contro le 2 ore e 6 minuti degli uomini. Perfino nelle coppie di occupati dove entrambi lavorano, quasi il 69% del lavoro di cura grava sulle lavoratrici. Questa asimmetria strutturale blocca l’occupazione e la crescita professionale, alimentando un divario occupazionale di circa 20 punti percentuali e un gap salariale cronico. In media, una donna percepisce 2.000 euro in meno rispetto a un collega maschio a parità di impiego standard; una disparità che disincentiva pesantemente anche l’ingresso delle ragazze nelle carriere STEM, dove la penalizzazione occupazionale e retributiva supera i 9 punti.”
“Di fronte a questa fotografia, le dichiarazioni d’intenti non bastano più. Lo ribadiamo: oltre al salario minimo, servono norme strutturali per garantire la reale parità salariale tra uomini e donne, unite a forti investimenti in servizi di welfare che supportino attivamente le lavoratrici. La conciliazione tra vita e professione deve diventare un diritto, non un ostacolo.” Conclude


