Nucleare, Bonelli ad Avvenire: “Meloni guarda al passato: il nucleare è una follia economica”

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«Siamo di fronte a un governo che guarda al passato, nemico dell’innovazione e incapace di costruire una vera sovranità energetica. Il nucleare è una follia economica: costa moltissimo, richiede tempi lunghissimi e non offre alcuna risposta concreta alla crisi energetica che il Paese sta vivendo».

Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervistato da Avvenire, interviene sul rilancio del nucleare da parte del governo Meloni.

«I numeri smentiscono la propaganda nuclearista. Il costo del nucleare è molto più elevato rispetto alle energie rinnovabili e i tempi di realizzazione sono incompatibili con le urgenze energetiche e climatiche. L’esempio della centrale francese di Flamanville parla da solo: quasi vent’anni per essere completata e costi esplosi da 3 a 23 miliardi di euro».

Bonelli sottolinea che «la vera sovranità energetica non si costruisce importando uranio dall’estero ma investendo in rinnovabili, accumuli e reti elettriche moderne. Oggi sole e vento sono risorse gratuite e le tecnologie di accumulo consentono di gestire efficacemente l’intermittenza energetica».

«C’è una forte pressione delle lobby nucleariste che alimentano disinformazione sulle energie pulite per difendere interessi consolidati. I dati europei dimostrano invece che investire sulle rinnovabili è più rapido, meno costoso e più efficace. La destra continua a inseguire modelli del passato mentre il resto del mondo accelera sulla transizione energetica».

«È inquietante che il governo torni a proporre il nucleare dopo due referendum senza spiegare dove troverà le risorse necessarie e soprattutto come intenda affrontare il tema delle scorie radioattive. Ancora una volta si annunciano slogan senza dare risposte ai cittadini». Conclude Bonelli.