“Giorgia Meloni vuole trasformare l’emergenza abitativa degli italiani in una ‘board of house’ aperta ai fondi sovrani stranieri, come il fondo emiratino Mubadala magari pensando a Kushener, il genero di Trump, che di investimenti e speculazioni immobiliari se ne intende. Questo non è un piano casa, è un piano per la speculazione immobiliare internazionale.”
Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
“In Italia esistono 8 milioni e mezzo di case sfitte. Il tema non è aprire le porte agli investitori stranieri, ma investire risorse pubbliche vere per garantire alloggi a canone calmierato ai cittadini. Il governo Meloni avrebbe potuto varare un vero piano casa pubblico e sociale acquistando immobili già esistenti e destinandoli a canoni calmierati per quel ceto medio sempre più impoverito che oggi non accede all’edilizia popolare ma non riesce più a sostenere i prezzi del mercato.
Con i 14,5 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto si potrebbero acquistare oltre 60mila abitazioni già esistenti, da assegnare subito a prezzi calmierati. Invece Meloni vuole consumare ancora suolo che già oggi in Italia viaggia al ritmo 2,7 mq/sec. Quello di cui ha bisogno il Paese è un piano casa pubblico e sociale, non un mercato finanziario sull’abitare.
Dopo quattro anni di governo, questo esecutivo non ha prodotto una sola riforma strutturale sul diritto alla casa. Zero. Meloni torna a fare propaganda, questa volta con l’appeal degli investitori internazionali. Ma gli italiani che non riescono a pagare l’affitto non hanno bisogno di fondi sovrani del Golfo: hanno bisogno di uno Stato che investa risorse pubbliche vere nell’edilizia popolare.”conclude Bonelli


