“L’inchiesta di Report in onda questa sera solleva interrogativi gravissimi che il Parlamento e il Governo non possono ignorare. Se fosse confermato che Meta ha raccolto e trattato dati di oltre 6 milioni e mezzo di utenti italiani in relazione alle elezioni politiche del 2022, e che membri del Garante della Privacy abbiano frenato le sanzioni invece di tutelarli, saremmo di fronte a un fatto sconcertante.
Ma c’è una domanda che non può essere elusa: è questo uno dei motivi per cui la Presidente Meloni si rifiuta di prendere le distanze da Donald Trump?
Ha bisogno del sostegno delle grandi piattaforme digitali — da X a Facebook — per costruire e rafforzare il proprio consenso elettorale? È questo il patto non dichiarato tra la destra italiana e l’area trumpiana?”
Ad affermarlo è Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde che prosegue :
“Altro che sovranità nazionale: qui si rischia di consegnare pezzi della nostra democrazia agli interessi delle grandi multinazionali e alle strategie di leader stranieri.
Gli italiani hanno il diritto di sapere se il loro voto è libero. Oggi, con questa inchiesta, quel diritto è messo in discussione” conclude Bonelli


