Bonelli: eventi meteo estremi continuano a causare danni ma Meloni ignora la crisi climatica e spreca miliardi sul ponte

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“Le immagini che arrivano in queste ore da Abruzzo, Molise e Puglia raccontano un Paese in ginocchio: allerta rossa, fiumi esondati, frane, strade chiuse, centinaia di persone bloccate e soccorse, un ponte crollato sulla statale. È la fotografia drammatica di un’Italia sempre più fragile di fronte alla crisi climatica. Eppure, di fronte a tutto questo, il governo Meloni continua a non considerare la crisi climatica una priorità. E mentre il Paese frana e si allaga, il governo Meloni sceglie di destinare almeno 14 miliardi di euro al ponte sullo Stretto di Messina, un’opera in una delle aree più fragili e a più alto rischio sismico e idrogeologico d’Europa, il cui costo reale può arrivare fino a 20–25 miliardi. Gli eventi meteo estremi sono una costante in Italia. Poco più di un mese fa, prima il ciclone Harry poi Ulrike hanno causato danni per oltre 2 miliardi di euro in Sicilia e Calabria.

Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:

L’Italia è il Paese europeo più esposto al rischio di frane e alluvioni: oltre 636 mila frane censite, di cui circa il 28% ad alto potenziale distruttivo. Il rischio coinvolge 5,7 milioni di cittadini, quasi il 10% della popolazione. I numeri economici sono altrettanto chiari: solo per alluvioni e frane, negli ultimi dieci anni, si contano oltre 19 miliardi di danni, ma i risarcimenti arrivano a meno di un quinto. I governi hanno trasferito alle Regioni appena 3,1 miliardi per la messa in sicurezza del territorio: il 17% dei danni subiti. Si continua a pagare l’emergenza invece di investire nella prevenzione. Il Piano nazionale di adattamento climatico, inoltre, non è finanziato e quindi resta lettera morta. È una scelta politica precisa: non investire sulla sicurezza dei cittadini, ma su un’opera simbolo, sottraendo risorse decisive alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Questa non è solo miopia, è irresponsabilità. È il segno di un governo climafreghista, che ignora l’emergenza più grave che abbiamo davanti e continua a inseguire grandi opere invece di mettere in sicurezza il territorio e la vita delle persone”.