“La proposta di legge presentata dalla senatrice Bongiorno rappresenta un pericoloso e inaccettabile arretramento culturale e giuridico nella lotta contro la violenza di genere. Cancellare il riferimento esplicito al ‘consenso’ dal codice penale non è una semplice scelta tecnica, ma un atto politico che ignora decenni di battaglie civili e calpesta i principi della Convenzione di Istanbul”. Così in una nota Fiorella Zabatta, Co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di AVS.
“Mentre il resto d’Europa si muove verso il principio fondamentale del ‘solo un sì è un sì’, questo governo sceglie di fare un salto nel buio, tornando a una visione patriarcale in cui la vittima deve dimostrare di aver subito violenza o minaccia fisica. Senza la centralità del consenso, si rischia di colpevolizzare nuovamente le donne e di lasciare zone d’ombra inaccettabili nei processi per stupro”.
“Ancora più grave e incomprensibile – continua Zabatta – è l’ipotesi di ridurre le pene. In un Paese che vive una costante emergenza di femminicidi e abusi, parlare di attenuanti o sconti di pena è un segnale di resa istituzionale che non possiamo permetterci. Non si può sbandierare la sicurezza a giorni alterni e poi indebolire le tutele per le donne”.
“Come Alleanza Verdi e Sinistra daremo battaglia in Parlamento e nelle piazze. Non permetteremo che il diritto all’autodeterminazione delle donne venga sacrificato sull’altare di una riforma che sembra voler proteggere chi abusa anziché chi subisce. La libertà delle donne non è negoziabile”, conclude.


