Università, Zabatta: “Governo trasforma i ricercatori in ‘usa e getta’. No al licenziamento di massa post-Pnrr”

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“Non possiamo accettare che il futuro della ricerca italiana venga trattato come una pratica burocratica in scadenza. Le grida d’allarme lanciate dalla Flc-Cgil non possono restare inascoltate: 40mila precari dell’università e della ricerca, migliaia di questi solo a Napoli, rischiano il licenziamento non appena si esauriranno i fondi del Pnrr. È un paradosso inaccettabile: lo Stato investe miliardi per avviare progetti innovativi e poi mette alla porta le intelligenze che dovrebbero realizzarli.”
Così Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di AVS, che spiega:
“Siamo di fronte a un Governo che preferisce tagliare sulla conoscenza piuttosto che investire sul capitale umano. L’Italia detiene già il triste primato del peggior rapporto tra docenti e studenti; indebolire ulteriormente gli atenei significa condannarli alla marginalità, favorendo indirettamente il proliferare di università telematiche a scapito della qualità e della presenza sul territorio.”
“Senza questi ricercatori, la transizione tecnologica ed ecologica del Paese resterà al palo. Serve che il Governo Meloni licenzi un piano straordinario di stabilizzazione: queste professionalità non sono ‘costi’, ma la colonna portante su cui costruire l’Italia di domani. La conoscenza non ha una data di scadenza e non può essere lasciata in balia della precarietà.” Conclude