“Ieri, a me e a tutta la delegazione parlamentare di AVS che ad aprile era stata in Cisgiordania, è stato revocato il visto per entrare in Israele. Si tratta di una e-mail che ci è stata inviata dal governo israeliano, per la precisione dall’Ufficio Immigrazione, con la quale si comunica la revoca del visto. Per andare in Palestina — non in Israele, ma in Cisgiordania — è obbligatorio transitare dal territorio israeliano, da qualunque parte si entri, perché ci sono sempre i checkpoint. Anche se volessi entrare dalla Giordania, dovrei comunque passare da un checkpoint israeliano. Lo stesso vale dall’Egitto. Questo, di fatto, ci impedisce di recarci nei territori palestinesi e incontrare le autorità nazionali palestinesi, in un momento in cui le occupazioni illegali dei coloni e la violenza sono sempre più massicce. Non è stata fornita alcuna motivazione: una revoca secca, che dimostra — dal nostro punto di vista — che il governo israeliano non vuole assolutamente né testimoni né critici”.
Così Angelo Bonelli, deputato di AVS, intervenendo alla trasmissione Filo diretto, su Rainews24, che ha proseguito:
Noi siamo il problema minore. Penso agli oltre 290 giornalisti che sono stati uccisi a Gaza mentre documentavano. Non si vuole che venga documentato l’orrore di questa guerra.
Ci troviamo in una fase storica orribile, inquietante, angosciante. Si sta scrivendo una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea, nel silenzio e nell’indifferenza di una comunità internazionale che continua a praticare un doppio standard: sanzioni alla Russia, ma a Netanyahu permette di massacrare donne e bambini impunemente.
Io, su questo, sono francamente indignato, ancor prima che come politico, come cittadino. E lo dico da uomo, da cittadino italiano: noi dobbiamo schierare l’Italia dalla parte giusta della storia. Quello che sta accadendo è qualcosa che la storia non ci perdonerà”.


