Per contrastare la crescente minaccia dei deepfake e rispondere a fenomeni di violenza digitale come quelli emersi con i siti ‘Mia Moglie’ e ‘Phica’, è stata depositata alla Camera la proposta di legge ‘Tutela dell’Identità Digitale e l’Introduzione del Diritto d’Autore Personale contro la Manipolazione Sintetica’. L’iniziativa è stata presentata da AVS con prime firmatarie le donne del gruppo alla camera Luana Zanella, Elisabetta Piccolotti, Francesca Ghirra e promossa dalla Co-portavoce di Europa Verde, Fiorella Zabatta.
“Di fronte alla proliferazione di contenuti pornografici non consensuali creati con l’intelligenza artificiale, che espropriano e umiliano l’identità delle vittime, la proposta mira a colmare un vuoto normativo. Le leggi attuali, pensate per un’era pre-sintetica, si sono rivelate inadeguate a proteggere le persone da questa nuova forma di abuso.” Spiegano da AVS
“Il cuore della legge è l’istituzione del “diritto d’autore personale”: un diritto inalienabile sulla propria immagine, voce e tratti somatici. Questo approccio innovativo trasforma l’identità in un bene giuridico protetto, simile a un’opera dell’ingegno, consentendo alla vittima di agire non solo contro i creatori dei falsi, ma anche contro chi li diffonde e monetizza, incluse le piattaforme web. La proposta introduce una nuova fattispecie di reato (Art. 612-quater c.p.) con pene da uno a sei anni di reclusione per chi crea o diffonde deepfake senza consenso. Si prevedono inoltre obblighi stringenti per i gestori dei siti, che dovranno rimuovere immediatamente i contenuti illeciti pena la responsabilità solidale.”
“Questa legge non vuole solo punire i colpevoli,” dichiarano le promotrici di AVS, “ma fornire un’arma di difesa concreta alle vittime e prevenire la violenza, sancendo un principio fondamentale per il nostro tempo: ognuno deve essere l’unico e legittimo autore di sé stesso”.


