Bonelli su Corriere: Nelle Regioni duopolio di dem e Movimento Ora basta, per le città abbiamo persone capaci

Bonelli

ROMA «Non si può continuare con il dualismo tra Pd e MSS. Perché il rischio è di non riuscire a rappresentare qualcosa di molto significativo che sta crescendo».

Angelo Bonelli, leader di Alleanze verdi e sinistra, ovviamente si riferisce alla sua formazione?

«Mi riferisco prima di tutto a un’area di consenso che sta premiando la nostra proposta con numeri significativi: nelle grandi città siamo al 10%».

«La media nazionale è del 7%. Ma a Roma, Bologna, Napoli e in altre superiamo il 10. Ciò dimostra che la felice intuizione che abbiamo avuto io e Nicola Fratoianni, tre anni e mezzo fa, di unirci senza perdere le proprie identità trova terreno fertile».

Quali identità? «Unire la giustizia sociale alla giustizia climatica. E combattere politiche come quelle di Trump che sta monetizzando tutto, anche la pace in Ucraina». E invece nessun candidato governatore. Delusi? «Ferme restando le candidature autorevoli di Pd e MSS, che appoggiamo, pensiamo che non debba continuare questo dialogo a due.

Per la Calabria avevamo fatto la proposta di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, che nel suo Comune, tra i più popolosi, ha avuto il 6o% dei consensi». Invece è stata bocciata. Conseguenze?

«Non siamo di quelli che dicono: se non c’è il nostro candidato, rompiamo tutto». Chi lo è? I 5 Stelle? «Io parlo per noi. Segnalo al Pd, partito di maggioranza “relativa” di prestare attenzione al fatto che l’alleanza non si può costruire solo con la dualità Pd-M5S. Abbiamo donne e uomini con grande capacità di governo, in tutta Italia».

Perché si rivolge a Elly Schlein? Non ne avete parlato con Giuseppe Conte? «Ne abbiamo parlato sia con Schlein sia con Conte. Ma chi ha la responsabilità di avere la maggioranza dei voti è anche responsabile di proporre un metodo.

Penso che così si possa fare un salto di qualità, se esiste questa coesione».

Ma le candidature non sono chiuse?

«Certo, Ricci nelle Marche è già partito. In Toscana viene riconfermato Giani. In Campania Fico ha il nostro apprezzamento. Però dopo ci saranno le amministrative. A Venezia, a Torino, in altre città siamo nella condizione di esprimere personalità».

Qual è il vostro obiettivo?

«Dopo le Regionali si entra in una fase in cui dobbiamo prepararci alle Politiche. Noi puntiamo al 10%.E siccome molti sondaggi dicono che forse possiamo ottenere anche qualche decimale in più della maggioranza, dobbiamo costruire alleanze capaci di smontare il racconto tossico di questa destra».

A cosa si riferisce?

«Un esempio? Meloni ha coperto Trump dicendo che i dazi al 15-20% erano sostenibili, mentre Confindustria dice che avremo meno 3 miliardi di export. E dagli Usa rischia di arrivare carne trattata anche con ractopamina: sostanza vietata persino in Cina. Un altro? Di fronte a una tragedia umanitaria enorme non è stata capace di riconoscere la Palestina, revocare accordi di cooperazione o pensare a sanzioni per Israele».

Lo dicono anche i 5 Stelle. Non vi fate concorrenza?

«Abbiamo unito i Verdi e la sinistra non massimalista. Con il M55 non c’è nessuna competizione. Però noi siamo cresciuti. Loro sono più fluttuanti. Noi un po’ più stabili. A noi poi interessa affermare alcuni concetti».

Quali?

«Ad esempio, la tassazione dei super ricchi. La sanità è in crisi, la scuola non viene finanziata, i servizi meno: non può essere che il ceto medio paghi sempre per tutti. Sia il Pd che M55 avrebbero difficoltà ad affermarlo».

Intervista di Virginia Piccolillo su Corriere dell Sera