‘ È necessaria una svolta in netta discontinuità: il punto oggi non è quello della modernità. Anche noi siamo consapevoli che serve una modernizzazione delle città, ma che metta al centro la questione ambientale e sociale.
Se in una città il tema è far crescere dove non c’era nulla – parafrasando la famosa canzone di Celentano – per poi far nascere dei grattacieli, allora siamo di fronte a un problema che abbiamo sempre posto a Beppe Sala con chiarezza, senza infingimenti.
Il punto è che la città di Milano ha bisogno di una svolta: la priorità non è certamente la vendita dello stadio di San Siro per demolirlo e costruire un’operazione immobiliare che snatura ulteriormente l’identità urbana.”
Così Angelo Bonelli, ospite questa mattina di Radio Anch’io su Rai Radio Uno, commentando l’inchiesta sulla gestione urbanistica di Milano.
”Noi siamo contrari a questa ipotesi: il Meazza è un monumento dello sport e fa parte della storia del calcio. Non è un caso che tanti calciatori, tra cui Gianni Rivera, abbiano firmato un documento per tutelarlo. Non penso che questa sia la priorità per Milano.
La vera priorità è la riqualificazione delle periferie. Non è accettabile che l’attenzione si concentri sulla costruzione di nuovi edifici dove poi le case costano 20.000 euro al metro quadro. Questo genera una bolla immobiliare e spinge via i ceti popolari, rendendo la città inaccessibile. Un fenomeno che non riguarda solo Milano, ma anche altre città italiane.
Dobbiamo porci il problema di una vera riqualificazione sociale e ambientale delle periferie.”
Alla domanda del conduttore Fabrizio Ratiglia, sullo stallo di 450 cantieri e 1600 appartamenti che coinvolgono oltre 4500 persone rimaste senza casa nonostante acconti e mutui, Bonelli risponde senza esitazioni:
”La politica deve farsi carico di una situazione del genere. Ma il messaggio è chiaro: l’urbanistica deve rispettare le regole. Non è possibile realizzare grattacieli con una semplice dichiarazione di inizio attività. Serve legalità e trasparenza.
Io non sono tra quelli che demonizzano la magistratura: la magistratura faccia chiarezza. Sono convinto che per Sala sarà un’occasione per dimostrare la correttezza del suo operato.
Ma una cosa è certa: se l’urbanistica di Milano deve proseguire come ha fatto finora, noi non ci saremo.
Sarò ancora più netto – conclude Bonelli – se il sindaco Sala e la sua maggioranza riterranno che la priorità per Milano è la vendita dello stadio di San Siro, noi voteremo contro.”


