Bonelli: il nucleare non è la soluzione, servono rete moderna e investimenti su accumulo e rinnovabili

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“Il nucleare da fissione non è una risposta efficace né sostenibile alla sfida della decarbonizzazione. Non si tratta solo di una scelta che ignora due referendum popolari, ma di un’opzione economicamente insostenibile. L’unico reattore EPR completato in Europa, a Flamanville, in Normandia, è costato 23,7 miliardi di euro, con lavori iniziati nel 2007 e conclusi solo nel 2024, per una potenza di appena 1,6 GW. Il costo dell’energia prodotta si aggira sui 120-123 euro/MWh: una cifra che non rende questa fonte competitiva, soprattutto per un sistema industriale come il nostro che ha urgente bisogno di abbattere i costi energetici.”  Lo ha detto Angelo Bonelli intervenendo nel panel politico al convegno di Confindustria #NUCLEAREFUTURO

“Il governo Meloni ha scelto di riaprire la partita del nucleare con un disegno di legge vago e senza coperture. Eppure non ha fornito alcuna risposta chiara su quanto costerebbe davvero questa operazione. Secondo quanto previsto dal PNIEC, per arrivare al 20% di energia da nucleare entro il 2050, l’Italia dovrebbe produrre 140 TWh. Ma se si vuole raggiungere questo obiettivo con i cosiddetti SMR – piccoli reattori modulari – servirebbero tra 58 e 175 impianti. Un numero che non solo non regge sul piano tecnico, ma non ha alcun senso dal punto di vista economico e industriale.

Si parla di “nucleare sostenibile”, ma cosa significa davvero? Economicamente non lo è, e ambientalmente resta una tecnologia irrisolta. In Francia il costo dell’energia nucleare è abbattuto solo grazie a un massiccio intervento della finanza pubblica. In Italia, invece, mancano persino gli investimenti necessari a rafforzare la rete elettrica nazionale, oggi occupata in larga parte da soggetti che non producono ma bloccano l’accesso a chi investe davvero nelle rinnovabili.

Se vogliamo parlare seriamente di transizione energetica, dobbiamo partire da qui: sbloccare la rete, riformare le regole che favoriscono la speculazione, puntare su accumulo e rinnovabili. Secondo noi- ha concluso Angelo Bonelli – gli investimenti sulla tecnologia di accumulo sono il futuro, non il nucleare.”