Bonelli: “no al 5% del Pil per le armi, follia economica e politica. Meloni e Crosetto dicano la verità agli italiani”

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L’ipotesi di portare la spesa militare al 5% del Pil, di cui il 3,5% per armamenti e l’1,5% per spese legate alla sicurezza, è una follia totale. Il governo, per esempio, intende far rientrare in questa voce anche il finanziamento del Ponte sullo Stretto, considerato infrastruttura strategica. Meloni e Crosetto devono spiegare agli italiani da dove pensano di prendere quei soldi. Perché se, come sostengono, la clausola di salvaguardia non si tocca e non si può fare nuovo debito, restano solo due opzioni: aumentare le tasse o tagliare la spesa pubblica. Oppure entrambe. Ma questo il governo non lo dice.” Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenuto a *Agorà Estate* su Rai3. “Chi difende queste scelte dice che dobbiamo proteggerci. Ma già oggi l’Europa, Italia inclusa, spende in armamenti oltre 600 miliardi di euro l’anno, a parità di potere d’acquisto. Sono dati dell’Ufficio per i conti pubblici diretto da Carlo Cottarelli, che certo non è un pacifista radicale. Spendiamo più del 58% di quanto spende la Russia. Quindi il problema non è che spendiamo poco, ma che manca una vera politica di difesa comune europea.” Bonelli conclude: “Secondo Confindustria, l’80% degli armamenti che verrebbero acquistati con l’aumento di spesa andrebbero a industrie americane. Siamo di fronte a un vero e proprio obolo politico-economico che l’Italia e l’Europa pagano a Donald Trump. Ma più armi chiamano altre armi, e più armi portano nuove guerre. Manca una vera politica di pace: quella che oggi serve davvero all’Europa.”