«Il vertice NATO all’Aia segna l’ennesima prova della sudditanza politica del governo Meloni agli interessi di Washington e della lobby delle armi. Portare la spesa militare al 5% del PIL è una follia senza precedenti, che svuoterà le casse dello Stato per alimentare un nuovo riarmo invece di garantire diritti e servizi ai cittadini.
Giorgia Meloni si piega a questo diktat senza fiatare, mentre agli italiani chiede sacrifici su scuola, sanità, trasporti e lotta alla crisi climatica. L’ho chiesto ieri in Aula alla premier e lo ripeto oggi: dove prenderà i soldi? Continuerà a tagliare le borse di studio, i fondi per i Comuni, gli investimenti per il trasporto pubblico? O taglierà ancora la sanità pubblica, come già accaduto? Come può essere sostenibile un piano di riarmo che toglie risorse a sanità, scuola, previdenza e ambiente. Meloni racconta bugie: la verità è che si è piegata ai voleri di Trump a cui ha promesso di acquistare armi da industria bellica americana”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
“È inaccettabile che un governo, già responsabile di manovre socialmente ingiuste, ora scelga di bruciare 400 miliardi di euro fino al 2035 per poi spendere oltre 100 mld € anno, una corsa al riarmo che non serve alla sicurezza, ma solo agli interessi di chi lucra sulla guerra.
Pedro Sánchez ha avuto il coraggio di dire no, giudicando il 5% “sproporzionato e inutile”. Meloni invece obbedisce in silenzio, acconsentendo a un piano folle, che ipoteca il futuro del Paese per servire logiche militari decise altrove. Questa non è difesa: è un progetto politico che arricchisce i produttori di armi, serve a ridurre il debito USA arricchendo l’industria bellica americana e impoverendo i popoli”, conclude.


