“Accolgo con rispetto l’invito alla de-escalation, ma rilevo una contraddizione evidente: si parla di pace, ma si giustifica l’attacco di Israele per impedire all’Iran di avere la bomba atomica. Sono d’accordo che nessuna dittatura debba possedere armi nucleari, ma allora si rafforzi il trattato di non proliferazione, non si alimenti la logica del riarmo.
Il vostro governo, insieme ad altri – in primis quello di Trump – ha contribuito alla delegittimazione degli organismi internazionali come l’ONU, la Corte Penale Internazionale e l’UNRWA. In questo modo, vince solo la legge del più forte. Oggi la politica estera in Medio Oriente non la fa l’Europa, ma Netanyahu. E voi vi limitate a prenderne atto, accettando una pericolosa logica: per difendersi bisogna avere la bomba atomica.
Siamo di fronte a un’escalation del riarmo, soprattutto nucleare. Chiedo al Ministro se è questa la direzione che vogliamo prendere. Noi abbiamo sempre condannato la dittatura iraniana e le sue violazioni dei diritti umani. Ma la democrazia non si esporta con le bombe. L’Afghanistan, l’Iraq, la Libia non ci hanno insegnato nulla? Abbiamo lasciato quei popoli soli, in particolare le donne, che oggi respingiamo anche in Europa.
Non accettiamo lezioni di equidistanza. Io non sono equidistante tra chi bombarda e chi viene massacrato. Apprezzo l’impegno italiano per l’assistenza umanitaria, ma è ipocrita dare aiuti con una mano e con l’altra fornire armi al governo criminale di Netanyahu.
L’attacco israeliano non è una sorpresa: il documento Clean Break lo teorizzava trent’anni fa. E ora? Bombarderemo anche la Corea del Nord? Il vero problema è che manca una politica estera e di difesa comune europea. Abbiamo lasciato campo libero a Netanyahu, che usa la guerra per restare al potere. Questo porterà più migranti, più odio e, purtroppo, più terrorismo.” Così Angelo Bonelli nel suo intervento nel dibattito seguito all’audizione sugli sviluppi della crisi tra Israele e Iran tenuta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alle commissioni Esteri di Camera e Senato


