Referendum, Bonelli: “Chi guida il Paese non può invitare a disertare le urne”

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«Quello che io trovo francamente irritante è che alte cariche dello Stato facciano una campagna per l’astensione e poi, quando ci sono elezioni politiche, si mettano a fare analisi su perché la gente non va a votare.
Tra l’altro, questa affermazione è stata fatta proprio ieri, nel giorno in cui si festeggia e si ricorda la nascita della Repubblica, a seguito del referendum del 2 giugno 1946. È una questione di come si interpreta il proprio ruolo istituzionale, la propria carica di governo. Che un partito politico faccia la sua battaglia è del tutto legittimo, ma chi ricopre la seconda carica dello Stato, o chi guida il governo, dovrebbe mantenere un atteggiamento istituzionale, specialmente in un giorno come quello di ieri”Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde ospite questa mattina della trasmissione Coffee Break.“Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica ricorda il ruolo fondamentale del referendum, quella dichiarazione se la poteva francamente risparmiare. Se la Presidente Meloni, che è anche la leader di Fratelli d’Italia, voleva fare una battaglia politica, avrebbe dovuto entrare nel merito e dire perchè votare no. Tra l’altro, segnalo che ci sono i ballottaggi alle amministrative, e questo invito all’astensione potrebbe trasformarsi in un boomerang, anche in città dove la destra dovrebbe mobilitarsi per vincere, penso ad esempio a Taranto. Invece, l’invito è stato quello di dire: ‘Andiamo tutti al mare’. Inaccettabile”