Dazi, Zabatta (AVS): Servono provvedimenti immediati a difesa del Sud

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“I dazi imposti dagli Stati Uniti rappresentano un ulteriore schiaffo al Sud Italia e una minaccia reale per il sistema DOP/IG, pilastro della nostra identità territoriale e dello sviluppo economico locale. Il silenzio accondiscendente di Meloni verso Trump evidenzia una scelta politica che, anziché difendere le eccellenze italiane, favorisce interessi politici e compromette la competitività delle nostre produzioni di qualità.”

Spiega la co-portavoce di Europa Verde ed esponente di AVS Fiorella Zabatta , che prosegue:

“Giá i dati della CGIA di Mestre avevano evidenziato quanto il Mezzogiorno, con esportazioni meno diversificate, sia destinato a subire maggiormente gli effetti di questa guerra commerciale. Oggi l’Osservatorio della Fondazione Qualivita   conferma che le regioni del Sud, da sempre impegnate nel rafforzamento della Dop Economy – cresciuta in oltre il 90% delle province negli ultimi cinque anni – vedranno un irrigidimento delle barriere tariffarie, che penalizzeranno l’accesso ai mercati internazionali e favoriranno l’arrivo di prodotti standardizzati o di imitazione. Questo fenomeno, soprattutto al sud, mina non solo l’economia locale, ma anche il tessuto sociale e la coesione dei territori, mettendo a rischio migliaia di imprese e centinaia di migliaia di occupati.”

“Non possiamo più accettare che, mentre investimenti strutturali e infrastrutturali – dalle strade alle ferrovie, fino agli ospedali – restano in secondo piano, il governo rispetto al sud predilige opere di facciata come il Ponte sullo Stretto. Dal taglio del Reddito di Cittadinanza alla gestione fallimentare del PNRR e dei fondi FSC, ogni decisione accentua il divario Nord-Sud, confermando un abbandono sistemico delle aree meridionali.
Servono provvedimenti urgenti del governo italiano e dell’Europa a difesa dei prodotti meridionali, il futuro del nostro Paese passa dalla valorizzazione delle radici e della cultura dei territori, con un sostegno concreto alle imprese e ai lavoratori del Sud.” Conclude