“Oggi il ministro Crosetto ha dichiarato che il 2% del PIL in spesa militare non è un punto di arrivo ma di partenza, affermando che tra la richiesta USA del 5% la mediazione possibile sarà del 3,5% lasciando intendere che l’Italia potrebbe impegnarsi per quella percentuale come auspicato dal segretario della NATO Rutte. Questo significherebbe spendere 20 mld di € in più rispetto a quello che già spendiamo, mentre il Paese vive una crisi sociale e ambientale senza precedenti. Mi chiedo: come concilia Giorgia Meloni la sua recente condivisione dell’appello alla pace del Papa con il fatto che sostiene una corsa al riarmo globale che ha già superato i 2.500 miliardi di dollari? La verità è che ancora una volta questo governo si muove nel segno della contraddizione e dell’ipocrisia e non fa nulla per costruire pace e fermare le bombe come dimostra il volta spalle al popolo palestinese”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
“Nel momento in cui bisognerebbe investire in sanità, scuola, trasporti pubblici, riconversione ecologica e lotta alla povertà, il governo Meloni sceglie invece di piegarsi ai diktat delle lobby militari e delle superpotenze, alimentando una spirale bellica pericolosa e anacronistica. È evidente che non si può parlare di pace mentre si costruisce un’economia di guerra, se non con l’ennesimo atto di ipocrisia da parte di questo governo”, conclude.


