“Ancora sangue, ancora morte sui luoghi di lavoro. Anche oggi due vite spezzate sul lavoro: un giovane operaio di 24 anni caduto da un ponteggio a Milano e un uomo di 60 anni travolto da una motrice a Carpiano, costretto a lavorare nonostante fosse in pensione, per sopravvivere al carovita.
Non possiamo più nasconderci dietro la parola “emergenza”. Siamo di fronte a una strage quotidiana. Dall’inizio dell’anno sono già 266 le persone che hanno perso la vita in incidenti sul lavoro. Dal 2021 al 2024, in soli quattro anni, i morti sul lavoro in Italia sono stati 4.442. Numeri da bollettino di guerra.” Così Angelo Bonelli deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde
“Le parole del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, fotografano con lucidità e coraggio la realtà: la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro vengono ancora considerate un costo. Conta solo il profitto, non la persona. È questa la logica feroce di un modello che trasforma i lavoratori in ingranaggi sacrificabili.
Eppure, anche in questa occasione, il governo sembra scomparso. Giorgia Meloni, dopo aver convocato con grande enfasi un tavolo sulla sicurezza per l’8 maggio, potrebbe non presentarsi. Trova il tempo per registrare un videomessaggio a ridosso del Primo Maggio, per annunciare 650 milioni in aggiunta ai 600 già stanziati dall’Inail, ma non per confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori.
Non bastano le risorse se mancano controlli, ispettori, formazione, obblighi veri per le imprese. Servono misure strutturali, serve una visione. Serve la volontà politica di rimettere la dignità del lavoro al centro dell’agenda del Paese.
Chi lavora ha il diritto di tornare a casa vivo:” conclude Bonelli


