Taranto, Bonelli: governo non ha piano per ex-ilva, ignorata emergenza sanitaria e futuro dei cittadini

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Dopo il disastro di ArcelorMittal, il governo apre le porte a Baku Steel, confermando l’ingresso della società azera come nuovo partner industriale per l’ex Ilva. Qual è il piano per Taranto? Continuare a sacrificare la salute dei cittadini per un’industria senza futuro, con miliardi di euro pubblici spesi per mantenere in vita un impianto insostenibile. Il governo Meloni ignora l’emergenza sanitaria di Taranto e difende un modello industriale fallimentare. Con un nuovo decreto, il diciottesimo dal 2012, garantisce la continuità produttiva dell’Ilva ma non la salute dei cittadini”.

Così Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che prosegue:

“A Taranto si muore di più per tumori e malattie cardiovascolari, il tasso di mortalità infantile è più alto e ci sono bambini con livelli di piombo nel sangue oltre i limiti di sicurezza. E cosa fa il governo? Toglie la valutazione del danno sanitario allo Stato per affidarla a chi gestisce la fabbrica. Una scelta vergognosa. Non esistono tecnologie per abbattere le emissioni con una produzione tra 6 e 8 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Lo dice l’Istituto Superiore di Sanità. L’ARPA Puglia registra livelli allarmanti di benzene e diossine, ma il governo ignora i dati scientifici. I cittadini respirano veleni mentre si spendono miliardi per un impianto insostenibile. La favola che Taranto non abbia alternative è falsa. Bilbao, la Ruhr, Pittsburgh erano distretti industriali inquinanti, oggi sono esempi di riconversione e sviluppo sostenibile. Qui invece si persevera negli stessi errori. Noi continueremo a batterci per un futuro diverso, fatto di salute, lavoro e rispetto per l’ambiente.