“In Europa dobbiamo raggiungere l’autonomia energetica per rispondere al conflitto globale che si sta delineando, tra dazi, caro energia e una politica energetica sbagliata dell’Unione Europea. Questo significa abbandonare il gas, e su questo punto concordiamo con Mario Draghi, che oggi lo ha detto esplicitamente. Siamo anche d’accordo sul fatto che l’Unione Europea non poteva limitarsi a fissare gli obiettivi – ovvero le date di transizione – ma avrebbe dovuto mettere a disposizione strumenti concreti per raggiungerli. Una cosa, però, è certa: l’autonomia energetica si ottiene abbandonando il gas. Di uranio e gas non ci sono giacimenti in Europa e l’autonomia energetica si può costruire solo con le rinnovabili.
Per questo è fondamentale non solo proseguire, ma rafforzare una politica energetica basata sulle energie rinnovabili, che rappresentano il futuro per rendere l’Europa più forte dal punto di vista economico, sociale e occupazionale. Questa è la giusta prospettiva: una strategia che abbasserebbe il costo dell’energia per famiglie e imprese e renderebbe l’Europa indipendente dai condizionamenti geopolitici.”
Così il co-portavoce di Europa Verde e parlamentare AVS Angelo Bonelli in una nota dopo l’audizione di questa mattina dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi davanti alle commissioni Unione europea, Bilancio e Industria e agricoltura del Senato e Bilancio.
“Dobbiamo ricordare che gran parte delle guerre nel mondo dipende proprio dal controllo dei giacimenti di idrocarburi. La Russia, da sola, possiede 47.800 miliardi di metri cubi di gas, una quantità che potrebbe soddisfare il fabbisogno italiano per i prossimi 700 anni. È evidente, quindi, quanto sia urgente liberarci dalla dipendenza dal gas per costruire politiche di pace.
Il governo italiano, invece, continua a rafforzare una politica energetica basata esclusivamente sul gas, facendo pagare agli italiani bollette carissime, il doppio o il triplo rispetto ad altri Paesi, e investendo nel riarmo. La vera domanda è: perché, se l’Europa spende 730 miliardi di euro in armamenti – più del 60% della Russia – si sente ancora insicura? Il problema non è spendere di più in armi, ma l’assenza di una vera politica europea e di un coordinamento efficace. Quello che manca non sono le risorse, ma un’Europa politica.” conclude Bonelli


