La Premier Giorgia Meloni continua a presentare il Piano Mattei come la soluzione ai problemi dell’Africa. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Oggi sono presenti le organizzazioni africane che il governo italiano ha volutamente escluso dalla cabina di regia. Pensate: una cabina di regia che discute dell’Africa senza la partecipazione degli africani”.
Così Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni aprendo il convegno di AVS ‘Piano Mattei, per l’Africa o per l’Italia’, che proseguono:
“Nel corso di questo incontro, affronteremo questioni cruciali, come il progetto in Kenya, che prevede di trasformare un milione di ettari di terreni agricoli locali in coltivazioni per biocarburanti destinati a produrre energia per l’Italia. Questo significa sottrarre risorse agricole vitali alle popolazioni locali in un Paese che già soffre di alti tassi di mortalità. È una politica predatoria, che utilizza in maniera impropria i fondi destinati al clima per depredare l’Africa, mascherandola come un aiuto. Inoltre, l’Africa si trova a fare i conti con un debito nei confronti dei Paesi del G7, debito che è stato venduto ai fondi sovrani e che impedisce a queste nazioni di investire in settori cruciali come la sanità. In Sudan c’è una guerra che ha causato 10 milioni di rifugiati. Secondo l’Onu, cinque milioni di persone soffrono la fame acuta e 25 milioni hanno difficoltà ad aver accesso al cibo.
Sempre secondo l’Onu, questa potrebbe diventare ‘la più grande carestia del mondo’. 650 mln di africani non hanno accesso all’elettricità. È evidente come le aree di intervento del Piano Mattei del governo Meloni coincidano con Paesi che possiedono riserve energetiche, confermando la natura estrattiva e opportunistica di queste politiche. Oggi diamo voce a quelle realtà che il governo Meloni ha ignorato, smascherando le menzogne che si nascondono dietro il Piano Mattei. Questa è la nostra risposta a un approccio che non solo non aiuta l’Africa, ma contribuisce ad aggravarne i problemi”, concludono.


