Nucleare, Bonelli: “Il ministro non risponde sui costi e su chi pagherà il nucleare, blocca il deposito di scorie e vuole inceneritor

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“Un ministro poco trasparente, Pichetto Fratin, è intervenuto oggi in commissione annunciando che entro il 2024 verrà presentata la legge delega per la produzione di energia nucleare, senza però fornire dettagli sugli impatti economici che graveranno sulla finanza pubblica. Alle mie domande sui costi del ritorno al nucleare e su chi dovrà sostenerli, il ministro non ha risposto.

Inoltre, ha omesso di sottolineare che i reattori SMR, su cui punta il ministro, sono ancora solo prototipi e che gli Stati Uniti hanno abbandonato il progetto Nuscale a causa dei costi eccessivi. Attualmente, il costo dell’energia nucleare in Europa supera i 120 €/MWh, il che significa che il governo intende aumentare i costi energetici a carico di famiglie e imprese”. Lo scrive in una nota Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e parlamentare dell’AVS, al termine dell’audizione del ministro Pichetto Fratin in commissione ambiente.

“L’assurdità di questo governo emerge quando lo stesso ministro ammette che il piano proposto dal MASE per l’individuazione dei depositi di scorie radioattive è provvisorio e che l’autorizzazione definitiva potrebbe arrivare solo nel 2029, con l’avvio delle operazioni nel 2039. Nel frattempo, esponenti della destra protestano nei territori contro il deposito di scorie, dimostrando una palese incoerenza: da un lato, si oppongono ai depositi di scorie radioattive, dall’altro, sostengono le centrali nucleari.

E qual è la soluzione proposta dal ministro per la gestione delle scorie? Utilizzare i numerosi depositi di scorie nucleari di materiale sanitario già esistenti, anche per quelle ad alta attività radioattiva, e sviluppare reattori AMR per “bruciare” le scorie. Questo significa che, oltre alle centrali nucleari, avremo anche inceneritori di scorie radioattive.

Nel frattempo, il governo sta bloccando lo sviluppo delle energie rinnovabili con il piano delle zone idonee e con le normative del ministro Lollobrigida, sostenendo che sole e vento non sono fonti energetiche realmente gratuite, a differenza di gas e uranio.

Il governo Meloni non solo manca di una strategia energetica coerente, ma si prepara a mettere le mani nelle tasche degli italiani, poiché in tutto il mondo l’energia nucleare viene finanziata con fondi pubblici”, conclude Angelo Bonelli.