Europee: vogliamo abolire la caccia, una battaglia di civiltà contro un’attività anacronistica

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“L’attività venatoria è una forma anacronistica e fuori dal tempo. Occorre difendere la biodiversità, per cui per noi la caccia va eliminata dalla storia. È una battaglia di civiltà, insieme a quella contro i pesticidi. Come abbiamo scritto nel nostro programma per le Europee, rifiutiamo la concezione degli animali come mere risorse a disposizione dell’umanità e ci impegniamo a promuovere leggi e politiche che rispettino i diritti di tutti gli esseri senzienti”.

Così in una nota il deputato di AVS Angelo Bonelli, che prosegue:

“La stagione venatoria 2023-2024 si è appena conclusa, lasciando dietro di sé un tragico bilancio di morti e feriti, non solo tra gli animali selvatici ma anche tra gli esseri umani. Secondo i dati raccolti dall’Associazione Vittime della Caccia (A.V.C.), durante questa stagione vi sono stati 12 morti e 56 feriti. Fra i non cacciatori, le vittime sono state complessivamente 28, di cui 6 morti e 22 feriti, di cui 7 minori. La mancanza di controlli sul territorio rende molti cacciatori sempre più arroganti, trasgredendo le norme che regolano questa pericolosa attività. La scarsità di risorse destinate alla sorveglianza del territorio rende la caccia non solo dannosa per la biodiversità, ma anche pericolosa per cittadini, agricoltori ed escursionisti. Mentre l’Europa chiede maggiori controlli e sanzioni efficaci, la politica di questo governo sembra muoversi nella direzione opposta, depotenziando organismi scientifici come ISPRA e favorendo proposte di legge che allentano le misure di tutela degli animali selvatici, aprendo la strada a una caccia senza limiti temporali e riducendo le sanzioni contro i bracconieri. La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia a causa del mancato allineamento alle direttive Ue in materia di caccia, riscontrando che diversi atti legislativi italiani non sono conformi alla legislazione dell’Unione Europea, mettendo a rischio non solo la biodiversità ma anche la salute umana”.