Il Presidente della Fiba Maurizio Rustignoli protesta per l’inazione del governo sulle gare per le spiagge italiane e l’applicazione della Bolkestein e minaccia di chiudere le spiagge. Gli va comunicato che, purtroppo, le spiagge sono già chiuse, inaccessibili, privatizzate e cementificate per il 60% come indicato dai dati UNEP”.
Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che prosegue: “La strategia della non decisione che il Governo Meloni sta mettendo in atto rispetto alla questione delle concessioni balneari è inaccettabile. Questo esecutivo, costantemente in cerca di scuse per rimandare le decisioni, sta giocando con il tempo, cercando di aggirare le direttive dell’Unione Europea. Bloccano le gare e chiedono di decidere dopo le elezioni UE, dopo aver lavorato a una mappatura taroccata che allungava di 3.000 km le coste italiane, divulgando un documento in cui si passava da 8.000 km (dato Ispra) a oltre 11.000 km di spiaggia. Il tutto per dimostrare che la risorsa spiaggia è ampiamente disponibile. E nel frattempo, cosa accade? Rimane in vigore un sistema di canoni ridicolmente bassi: gli stabilimenti balneari, fatturando annualmente 10 miliardi di euro, versano infatti allo Stato solo 110 milioni di euro in canoni. È una cifra irrisoria, una goccia nell’oceano rispetto ai loro enormi fatturati. Questo è un chiaro esempio di come il Governo Meloni non solo ignori le normative europee, ma privilegi anche interessi ristretti ed élitari a discapito del bene pubblico e della giustizia fiscale. Qual è il gioco del governo Meloni per non mandare in gara le concessioni demaniali esistenti? È quello di fare le gare per le ultime spiagge libere del Paese, cementificando e privatizzando gli ultimi tratti di costa rimasti integri,” conclude Bonelli.


