Diario da Rafah, AVS nella striscia di Gaza per chiedere il cessate il fuoco

diario-da-rafah
Delegazione
Delegazione

Giorno 1, 3 MARZO

Angelo Bonelli; “Siamo arrivati, con Nicola Fratoianni e Franco Mari, in Egitto e oggi abbiamo incontrato le ONG che si occupano di portare aiuti umanitari e per chiedere insieme l’immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

La prima tappa della nostra missione domani ci porterà al valico di RAFAH un viaggio organizzato dall’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi).
Accompagneremo un convoglio di aiuti umanitari fino al valico di Rafah. Ci è stato comunicato che la situazione um

anitaria a Gaza è disastrosa: si muore non solo per le bombe ma anche per la mancanza di cibo e medicinali, per questo dobbiamo lavorare per un immediato e permanente cessate il fuoco e per garantire assistenza umanitaria. Chiediamo la liberazione degli ostaggi come atto unilaterale”

Giorno 2, 4 MARZO

Angelo Bonelli: “Stamattina abbiamo ascoltato Sahar Al-Jobury, portavoce dell’UNRWA, e Richard Brennan, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ci hanno comunicato dei dati drammatici: secondo l’UNICEF, ci sono già dieci bambini morti per disidratazione. La malnutrizione ha raggiunto percentuali drammatiche: il 15,6% dei bambini è in malnutrizione. Prima del 7 ottobre era l’1%. Tutto ciò è una catastrofe umanitaria. 1.500 convogli sono bloccati al valico di Rafah. Quello che dobbiamo chiedere con urgenza è un cessate il fuoco immediato e il ripristino dei fondi per l’ UNRWA, elemento insostituibile per l’assistenza umanitaria del popolo palestinese.Camion di aiuti umanitari verso Gaza che sono bloccati. Secondo l’Unrwa sono 1.500 i camion con aiuti alimentari, sanitari e umanitari che sono bloccati e non possono entrare nella striscia di Gaza. Siamo di fronte ad una catastrofe umanitaria.”.

“UNRWA è la spina dorsale dell’assistenza sanitaria nella Striscia: sospendere fondi è una decisione miope. È ciò che è emerso nel corso della seconda mattinata di incontri della delegazione dei parlamentari italiani, impegnati nella missione a Rafah, con le agenzie delle Nazioni Unite.
“Il 15,6% dei bambini a Gaza è sotto il livello minimo di nutrizione. Prima era dell’1%. La stima è che a Rafah ora ci sia un bagno ogni 600 persone, le epidemia sono in aumento e senza un cessate il fuoco le proiezioni parlano di ulteriori 85mila morti in 6 mesi per infezioni o malattie. 1500 camion di aiuti umanitari sono bloccati al valico” ha riferito Richard Brennan, responsabile regionale a Gaza per l’OMS.
Questo perché – conferma la Mezzaluna Rossa egiziana – “i camion di aiuti umanitari subiscono quattro tipo di controlli che durano complessivamente 30 giorni e se anche un solo articolo non viene accettato dalle forze israeliane, tutto il carico è rifiutato e resta inutilizzato nei magazzini.
Il capo di UNRWA in Egitto, Sahar Al-Jobury ha sottolineato che UNRWA lavora sulla base di un mandato internazionale e sta cercando di eseguire il proprio incarico, ma con i fondi sospesi il personale non riesce a lavorare e subisce anche restrizioni nei movimenti.
Bisogna confermare i fondi a UNRWA, aprire tutti i valichi, togliere l’assedio alla striscia e cessare il fuoco.
Come ribadito da Amani Salah, responsabile Affari umanitari di OCHA, Gaza è la chiave della stabilità della regione. È necessario fermare il massacro e lavorare al domani di questa area. La violenza rischia di generare nuove ondate di estremismo.
La pace si costruisce solo con la pace.  La delegazione farà oggi tappa ad Al Arish per poi raggiungere il valico di Rafah domani.”
Così i parlamentari della delegazione AVS.

https://x.com/AngeloBonelli1/status/1764974050542002529?s=20

Angelo Bonelli: “E’ sera, siamo a pochi chilometri da Al Arish ultima tappa prima di Rafah. Sul tragitto incontriamo nuovamente file interminabili di camion bloccati che trasportano aiuti umanitari. A Gaza dopo le bombe si muore di fame. 12 bambini sono morti per mancanza di cibo”. Lo scrive su X il deputato dell’Alleanza verdi e sinistra Angelo Bonelli, arrivando a Al-Arish, hub logistico degli aiuti umanitari del Sinai, pubblicando anche il video della fila di camion con aiuti umanitari bloccati.

Giorno 3, 5 marzo

Angelo Bonelli: “Dietro a me il mare vicino a Gaza, stiamo andando verso Rafah a controllare i convogli umanitari che non riescono a entrare nella Striscia di Gaza. Ieri le commissioni Difesa ed Esteri della Camera hanno votato a favore della partecipazione dell’Italia alla missione Aspides nel Mar Rosso. Noi avevamo chiesto al Ministro della Difesa Crosetto di modificare due parole del testo: da ‘eminentemente difensivo’ a ‘esclusivamente difensivo’, a garanzia del fatto che si tratti di una missione di difesa delle navi italiane e non di attacco. Questa garanzia non ci è stata data, il Governo non ha ritenuto di dover modificare il testo, aprendo alla possibilità che la missione possa trasformarsi in elemento di ulteriore inasprimento della situazione. Da un’area di conflitto, posso affermare con certezza che, oggi in Aula, sia alla Camera che al Senato, durante le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadiremo la nostra contrarietà alla partecipazione italiana a questa missione, convinti della necessità di percorrere la via diplomatica e chiedere un cessate il fuoco immediato a Gaza”.

“Siamo al valico di Rafah che porta a Gaza. I camion di aiuti umanitari entrano poco per volta. 1500-2000 camion stanno attendendo anche 30 giorni per entrare prima del via libera israeliano. I bambini cominciano a morire di fame. È un orrore che va fermato”.

 

Bonelli: “Al valico di Rafah, la situazione è drammatica. Quando siamo arrivati, sono entrati solo 11 camion ma a 400 metri di distanza, in mezzo al parcheggio, erano stipati parcheggiati oltre 500 altri mezzi con aiuti umanitari. A 50 km da Rafah, ad Al-Arish, c’è il deposito della Croce Rossa dove sono collocati gli aiuti umanitari respinti dalle autorità israeliane. Sono farmaci, materiale sanitario e anche incubatrici che non sono entrate a Gaza perché ritenute non conformi o pericolose. Il rappresentante ONU ha confermato che, a Gaza, gli arti vengono amputati dai medici senza anestesia. Una tragedia”.
Così, dal valico di Rafah, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che racconta: “Abbiamo parlato con Scott Anderson, Direttore dell’UNRWA a Gaza, che ci comunica una situazione di totale disperazione, confermando i casi di malnutrizione e decessi per malnutrizione a Gaza, specialmente tra i bambini. Il 15,6% dei bambini a Gaza è sotto il livello minimo di nutrizione, almeno 12 sono già deceduti a causa della fame. Sempre le Nazioni Unite ci hanno comunicato che ci sono aree di Gaza ormai totalmente distrutte, con l’80% degli edifici demolito. Chiedo alla premier Meloni di dare attuaiOne alla richiesta di cessate il fuoco e di recarsi a Rafah per verificare con i suoi occhi il disastro umanitario. Chiedo che gli ostaggi rapidi da Hams siano liberati.
A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria, un vero e proprio orrore che va fermato. È necessario che il mondo intero si impegni per un grande piano di ricostruzione di Gaza dove dovranno tornare a vivere i palestinesi, perché un altro aspetto che abbiamo colto è il rischio evidente che i palestinesi siano espulsi definitivamente dalle loro terre per non farvi mai più ritorno.

GIORNO 4, 6 MARZO

Bonelli: Oggi, dopo il ritorno dal valico di Rafah al Cairo, ho avuto l’onore di incontrare rappresentanti della Mezzaluna Rossa Palestinese presso l’ospedale italiano e di ascoltare le storie toccanti di Suor Pina, che ci ha guidati attraverso la realtà vissuta dalle persone palestinesi ospitate nell’ospedale. A Gaza, il sistema sanitario è collassato, più di 120 ambulanze sono state distrutte e, su 36 ospedali, 24 sono stati obiettivi militari e oggi ne funzionano solo 12. I medici operano senza anestesia mentre i farmaci vengono bloccati nel valico di Rafah da Israele. Il 70-80% delle aree residenziali è stato distrutto”.

Così il deputato Angelo Bonelli al ritorno da Rafah e proseguendo la sua permanenza in Egitto dove si trova fino ad oggi con la delegazione dei parlamentari di Avs, Pd, M5S, associazioni pacifiste e Ong, che ha proseguito:

“Ribadisco la richiesta di un cessate il fuoco immediato, che renderà necessario pianificare la costruzione di servizi sanitari minimi, ma è anche indispensabile aprire i valichi per gli aiuti umanitari perché l’arrivo di aiuti tramite airdropping risulta totalmente inefficiente. Suor Pina che opera nell’ospedale italiano al Cairo ci ha illustrato la situazione all’interno della struttura sanitaria , dove sono stati ospitati numerosi palestinesi, tra cui 15 bambini. Un bambino di 11 anni ha 14 pallottole nello stomaco. Ahmed, un bimbo di 3 anni, ha chiesto alla madre dove fosse la sua gamba dopo essersi svegliato dall’operazione di amputazione: un simbolo della tragica realtà di molte vittime di questo conflitto. È chiaro che, prima di poter parlare di ricostruzione, bisognerà ricostruire le vite di più di 2 milioni di persone e restituire loro una forma di normalità. Un cessate il fuoco immediato e l’accesso agli aiuti umanitari rimangono richieste fondamentali: il Mondo non può rimanere indifferente rispetto a quello che avviene a Gaza,” conclude Bonelli.

https://x.com/AngeloBonelli1/status/1765342824919073004?s=20