Ilva: Memoria Commissione UE dimostra indifferenza verso salute e ambiente a Taranto

ex ilva

“La memoria della Commissione europea depositata alla Corte di giustizia UE è la dimostrazione che a Taranto ambiente e salute non sono tutelati e che l’AIA che si sta per rilasciare a Ilva posa su basi illegittime. La Commissione europea ha, infatti, ribadito un principio fondamentale: i rischi per la salute devono essere al centro delle decisioni, non possono essere marginalizzati o ignorati. Eppure, a Taranto, siamo testimoni di un’indifferenza  continua per la salute umana e l’ambiente, visto che, dopo ben 11 anni dal sequestro degli impianti, la tragedia ambientale e sanitaria persiste ed è addirittura aggravata dall’Autorizzazione Integrata Ambientale che si sta per rilasciare”.

Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che prosegue: “La necessità di minerale di ferro e carbon coke per alimentare gli altiforni, la riattivazione dell’AFO5 e delle batterie 3 e 4 della cokeria sono infatti segnali allarmanti: Taranto continuerà a soffrire e con essa, ogni singolo cittadino, ogni bambino, ogni anziano. A ciò si aggiungono le dichiarazioni di Franco Bernabè, presidente del CdA di Acciaierie d’Italia, che prevede un orizzonte di altri 10 anni per completare il programma di decarbonizzazione: è l’ammissione di una condanna prolungata fino al 2023 per la città di Taranto, un territorio che, anche secondo la Commissione europea, non può più aspettare. A questo punto il governo e il Ministro dell’Ambiente non potranno ignorare la sentenza della Corte di giustizia e quindi dovranno adeguare l’AIA applicando la Valutazione di Impatto Sanitario e non autorizzando impianti che sono fuori norma,” conclude Bonelli.