Open to meraviglia, Bonelli: interrogazione a Santanchè, perché azzerata campagna? 9 mln sprecati?

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“Lo scorso mese di aprile – scrive Bonelli -, in previsione della stagione estiva, la ministra del Turismo Daniela Santanchè in collaborazione con Enit, l’Agenzia nazionale del turismo, ha presentato “Open to meraviglia”, la campagna pubblicitaria ideata per promuovere l’Italia nel mondo; una campagna promozionale fin da subito fortemente e giustamente criticata per via di alcune scelte grafiche e concettuali grossolane e per alcuni strafalcioni nella comunicazione e nello spot promozionale che era stato trasmesso;”
“l’investimento complessivo previsto per la campagna è stato di 9 milioni di euro e prevedeva diversi impieghi del personaggio, per esempio nella cartellonistica degli aeroporti di varie città del mondo e in una massiccia attività sui social network; tra l’altro, in occasione del lancio della campagna pubblicitaria, la ministra Daniela Santanchè dichiarava che serviva ‘ per vendere la nostra Nazione e le nostre eccellenze, in un modo inedito, mai fatto in Italia prima d’ora: un video che sarà su tutte le ferrovie, le televisioni e gli aeroporti, con la consapevolezza che la pubblicità è l’anima del commercio – e noi dobbiamo saper vendere l’Italia’”
“Ma la realtà – spiega il deputato – è che dopo essere stata presentata prima dell’estate come operazione per incentivare il turismo in Italia, le attività sui social network previste come parte di “Open to Meraviglia” si sono di fatto interrotte a giugno, e il video di presentazione della campagna è scomparso da oltre due mesi; l’ultimo post sul profilo Instagram della campagna è del 27 giugno 2023, mentre i profili di Twitter, Facebook e TikTok non si trovano più. Su YouTube è stato cancellato lo spot pubblicato in occasione della presentazione della campagna (anche se è poi stato ripubblicato più di recente), che secondo il quotidiano “La Repubblica” era costato 138mila euro, duemila euro in meno della soglia oltre la quale è necessaria una gara d’appalto pubblica. Per giustificare l’assenza di una gara, il dipartimento per l’editoria della presidenza del Consiglio descriveva l’affidamento come ‘dettato da urgenza’;”
“Per il resto si sa che la cartellonistica sulla Venere è stata effettivamente allestita solo in pochi aeroporti fuori dall’Italia e che lo scorso 22 agosto sul profilo YouTube del ministero del Turismo era stato pubblicato uno spot (che ha attualmente poche decine di visualizzazioni) in collaborazione con la Federazione italiana pallavolo, in cui le atlete della nazionale posavano con la Venere della campagna sulle magliette. Nulla di più.” Conclude