SACE: finanziamento a progetto in conflitto con diritti ambientali e umani. Ricorreremo a giustizia internazionale



SACE-amazzonia

“Il Governo italiano si rende responsabile della distruzione della Foresta Amazzonica perché attraverso SACE finanzierà con 500 milioni di dollari la realizzazione della raffineria di Talara della Petroperù. Oggi il governo ha risposto in aula alla mia interpellanza urgente su questa vicenda scandalosa: SACE, società partecipata dal Ministero dell’Economia e Finanze finanzierà per 500 milioni di dollari, un progetto in cui il conflitto sociale tra le popolazioni indigene e chi estrae petrolio e lo raffina è drammatico. Associazioni internazionali come Recommons segnalano che il sostegno di SACE rappresenta un grave rischio per i diritti delle comunità Wampís, Achuar e dei pescatori, costituendo una minaccia allarmante per gli ecosistemi amazzonici e acquatici che sono fondamentali per sostenere tutta la vita sulla Terra.” Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli 

“Inoltre, secondo le informazioni prodotte dalle NGO – spiega – l’operazione è rischiosissima sotto diversi aspetti, ad esempio quelli legali: Petroperú è sotto indagine da parte delle autorità peruviane per presunta corruzione e altre violazioni legali. Queste indagini potrebbero comportare ulteriori costi e ritardi per l’azienda. Rischi ambientali, le operazioni di Petroperú hanno avuto un impatto devastante sull’ambiente, causando danni irreparabili agli ecosistemi amazzonici e marini. Le attività dell’azienda hanno anche contribuito a cambiamenti climatici dannosi. Il Governo italiano si sta rendendo responsabile della della distruzione di ecosistemi importanti e sostiene investimenti che violano i diritti umani.”

“Sulla questione il Governo ci ha dato delle risposte che sono del tutto insufficienti: si fa riferimento alla policy che SACE che prevede il divieto di supporto ad attività di produzione di energia da carbone e de estrazioni che comportino pratiche quali flatting e fracking, in oltre ha posto la condizione che sia prevista la nomina di un advisor destinato per verificare l’attuazione del piano di transizione energetica. Ebbene stiamo parlando di un’operazione ad altissimo impatto ambientale, per delle attività che troppo spesso violano i diritti umani delle popolazioni che abitano l’Amazzonia. Per questo ricorreremo alla giustizia internazionale per denunciare questo comportamento dello Stato Italiano”. Conclude Bonelli.