“È sorprendente ascoltare le dichiarazioni di Salvini riguardo al Ponte sullo Stretto di Messina. L’affermazione che il costo del progetto sia inferiore a un anno di Reddito di Cittadinanza è fuorviante e dimostra una scarsa comprensione dell’impatto economico di entrambe le iniziative. Nel 2021, un anno di Reddito di Cittadinanza è costato 7,3 miliardi di euro, mentre Salvini inizialmente parlava di un costo di 10 miliardi di euro per il ponte, che poi è cresciuto fino a 14,6 miliardi con il DEF. Intolre, è stato stanziato un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2030 per l’adozione di un Piano di comunicazione per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, 7 milioni di euro di pura propaganda sul ponte per dire agli italiani quanto è bello il Ponte. Questo dimostra chiaramente che il costo del Ponte sullo Stretto è ben superiore a quello del Reddito di Cittadinanza per un anno”.
Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che prosegue: “Il 19 novembre 2022, Salvini annunciava che i lavori del ponte sarebbero partiti in due anni. Il 22 marzo 2023, da Bruno Vespa, affermava che i cantieri del ponte potrebbero essere aperti nell’estate 2024, per poi concludere i lavori in cinque anni, presumibilmente, cioè, nel 2029. Oggi, nell’incontro con i sindacati, afferma infine che il Ponte sarà percorribile nel 2032. Siamo esterrefatti: invece di puntare su opere faraoniche e costose, che prevedono tempi di realizzazione lunghi e incerti, sarebbe opportuno concentrarsi sul miglioramento della rete ferroviaria e dei trasporti pubblici, promuovendo soluzioni verdi e sostenibili che garantiscano un futuro migliore per l’Italia e i suoi cittadini,” conclude Bonelli.


