Ogni giorno, in Italia, 7 medici abbandonano gli ospedali pubblici a causa delle condizioni di lavoro insostenibili per gravosità, carico di responsabilità e stipendi nettamente più bassi rispetto alla media europea. Le strutture sanitarie – in difficoltà – ricorrono ai “medici a gettone”, ossia medici pagati a ore per tamponare le carenze di personale. Sono pagati fino a 1.400 euro per turno e, ovviamente, grazie anche alla flat tax, sono concorrenti diretti dei medici dipendenti che, solo a livello di tasse, pagano il triplo e al mese prendono molto, molto meno. La questione ha un rilievo sociale, economico ed etico enorme: bisogna agire subito per ripristinare le spese indispensabili per il Servizio Sanitario Nazionale.
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“La pratica dei medici gettonisti è scandalosa, abbiamo chiesto soluzioni ma il ministro Schillaci prende tempo, peraltro senza impegnarsi ad aumentare le spese destinate alla Sanità. Si tratta di liberi professionisti che danno disponibilità lavorativa solo per qualche giorno a settimana, o mese, tra questi a volte figurano anche dipendenti del SSN che si licenziano dal pubblico per ripresentarsi in questa veste più vantaggiosa”.
Lo ha detto Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, durante il question time di oggi, spiegando: “I medici pronti a lasciare il servizio pubblico per diventare gettonisti sono 4 su 19. Una vera sciagura per le conseguenze sulle prestazioni e i rapporti di lavoro e che richiede norme di contrasto e risorse”.