Il leader ambientalista replica all’ex sindaco di Roma Bonelli “Rutelli sbaglia Alle Europee i Verdi saranno una lista aperta”
di Lorenzo De Cicco
ROMA: Angelo Bonelli, Francesco Rutelli ha detto a Repubblica che i Verdi in Italia non sfondano perché sono troppo di sinistra e poco trasversali. Condivide?
«È un dibattito che si apre ciclicamente nel nostro Paese. Ed è positivo, vuoi dire che c’è interesse sul tema risponde il leader dei Verdi Rutelli è stato un grande sindaco ambientalista, ridusse le cubature e inserì impor tanti tutele nel piano regolatore di Roma. Ma venne eletto proprio grazie ad un’alleanza tra verdi e sinistra radicale. I suoi Verdi arcobaleno venivano da Democrazia proletaria».
Però è vero che in Germania i Verdi hanno superato il 20%, mentre da noi arrancano. Cosa non ha funzionato?
«Qualcosa sicuramente è mancato. Ma vorrei ricordare che siamo usciti dal Parlamento italiano nel 2008 e l’anno dopo dal Parlamento europeo. Ora, dopo una traversata nel deserto durata quasi 15 anni, siamo tornati a Camera e Senato. Il modello della Germania è vincente, ma noi siamo sempre il Paese dei condoni edilizi, parola intraducibile in tedesco».
E adesso?
«Adesso abbiamo davanti le elezioni Europee, fra un anno e mezzo. Lì servirà un nuovo cartello, più largo di quello dell’alleanza Verdi-Sinistra. Una grande alleanza per il clima».
Una lista più larga, con chi?
«Dobbiamo aprirci al mondo delle imprese, a chi lavora con le rinnovabili, con il risparmio energetico, con l’high tech. Con le comunità energetiche che nel nostro Paese coinvolgono un milione di persone. In questo senso, l’esempio della Germania va seguito».
Un nuovo simbolo?
«Sono disposto a ragionare su tutto. Anche a una “cessione di sovranità” a realtà nuove. Dobbiamo mettere insieme mondi diversi: dagli imprenditori all’attivismo giovanile, agli strati sociali più in difficoltà per il caro bollette».
C’è anche un problema di classe dirigente dietro alle difficoltà elettorali?
«Abbiamo centinaia di giovani amministratori nei consigli regionali e comunali. Il rinnovamento, nei fatti, c’è».
A proposito di attivismo giovanile. I blitz dei ragazzi di Ultima generazione li condivide?
«Li ho incontrati a luglio e ad agosto. Ho sottoscritto una loro richiesta, lo stop alle centrali a carbone. Ma non posso condividere i blocchi stradali, gliel’ho anche detto. Colpiscono i lavoratori, non ha senso. La transizione ecologica va resa popolare, così invece si allontanano questi temi dalle persone comuni».
E la vernice lavabile lanciata sul palazzo del Senato?
«Non vanno criminalizzati, come ha fatto il presidente La Russa, che da giovane peraltro partecipava alle manifestazioni del Msi i in cui si lanciavano le molotov. Questi ragazzi invece non lanciano bombe, ma esprimono un profondo disagio e la politica non li ascolta».
Il cartello con la Sinistra di Fratoianni è già al capolinea nel Lazio. Perché?
«A livello nazionale l’alleanza non è al capolinea. È una scelta della sinistra regionale che non condivido. Come mi sembra incomprensibile l’atteggiamento del M5S che ancora oggi governa col Pd nella giunta di Zingaretti. Ho provato a convincere Conte, fino a novembre, chiedendogli di trovare un nome super partes buono per far sopravvivere l’alleanza».
Risposta?
«Che non c’erano le condizioni per un patto col Pd. Hanno prevalso le logiche nazionali, purtroppo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Su Repubblica basaira Yradrepwale. Rutelli “I nostri Verdi troppo di sinistra Per essere popolari non servono i blitz”.
Repubblica del 9 gennaio 2023


