La nostra Unione europea è costruita su valori, norme democratiche e certezze giuridiche. Sfortunatamente, questi valori sono minacciati nell’Europa di oggi. Autocrati, oligarchi e l’estrema destra stanno cercando di minare i pilastri della democrazia, lo Stato di Diritto e le libertà che amiamo. Ecco perché è essenziale che i leader europei siano fermi sullo Stato di Diritto.
La scorsa settimana la Commissione Europea ha presentato la sua valutazione delle misure proposte dal governo ungherese in risposta al meccanismo di condizionalità per lo Stato di Diritto, svolgendo il proprio lavoro di custode dei trattati: ha mantenuto il processo del meccanismo. Il Consiglio dovrebbe fare lo stesso.
Le misure proposte dal governo ungherese non sono abbastanza per rimediare al danno arrecato dal governo di Viktor Orbán alla democrazia ungherese e allo Stato di Diritto nel corso di oltre un decennio. Tali misure sono inadeguate a tutelare gli interessi finanziari dell’Unione. Il livello di influenza politica sulla magistratura in Ungheria significa che non possiamo essere sicuri che nuove misure anticorruzione saranno efficace.
Il meccanismo di condizionalità serve a proteggere il bilancio dell’Unione. Per troppo tempo i fondi dell’UE sono stati dirottati in Ungheria e altrove a beneficio di coloro che sono vicini al potere. Le istituzioni e le agenzie esistenti in Ungheria che hanno il compito di tutelare gli interessi finanziari dell’UE non possono essere considerate indipendenti dall’influenza dei partiti di governo. Dobbiamo dirlo forte e chiaro: la perdita e/o la sospensione di risorse finanziarie dal bilancio dell’UE è di esclusiva responsabilità politica di Viktor Orbán.
Chiediamo alla Commissione di trovare urgentemente modi per distribuire i fondi dell’UE ai governi locali e alle ONG se il governo ungherese non dovesse collaborare sulle carenze dello Stato di Diritto. Il finanziamento diretto dell’UE ai governi locali, alle imprese e alla società civile in Ungheria dovrebbe essere perseguito come un modo per sostenere la società ungherese al di fuori delle strutture controllate dal governo.
Non si tratta solo dell’Ungheria. L’Europa è a un bivio. La crisi dello Stato di Diritto dura da troppo tempo e sta ostacolando la nostra capacità di prendere decisioni collettive. Se permettiamo all’autocrazia di prosperare senza ricorso, rischiamo di minare l’intero progetto europeo. Non possiamo restare a guardare e permettere che i valori europei vengano messi da parte.
Se lo Stato di Diritto è minato in un Paese, mina l’intera Unione. Noi Verdi siamo uniti in sua difesa. Chiediamo ai leader europei di sostenere gli attuali processi dell’UE in corso sullo Stato di Diritto e di votare a favore della decisione di esecuzione del Consiglio sulle misure per la protezione del bilancio dell’Unione contro le violazioni dei principi dello Stato di Diritto in Ungheria, come proposto dalla Commissione il 18 settembre 2022.
Firmatari
Mélanie Vogel and Thomas Waitz Co-Chairs, European Green Party
Terry Reintke and Philippe Lamberts, Co-Presidents, Greens/EFA Group, European Parliament
Stefan Kaineder, Deputy-Chair and Michel Reimon, Member of Parliament, Die Grünen, Austria
Nadia Naji, Co-Chair, Groen, Belgium
Vladislav Panev, MP, Deputy Parliamentary Group Leader, Co-Chair and Dobromira Kostova, Co-Chair, Zeleno dvizhenie, Bulgaria
Zorislav Antun Petrović, Chairperson, Zelena alternativa, ORaH, Croatia
Charalambos Theopemptou, President, Kinima Oikologon-Synergasia Politon, Cyprus
Michal Berg and Magdalena Davis, Co-Chairs, Strana zelených, Czech Republic
Jesper Svendsen, International Secretary, Socialistisk Folkeparti, Denmark
Johanna Maria Tõugu and Marko Kaasik, Co-Chairs, Erakond Eestimaa Rohelised, Estonia
Charlotte Soulary, International Secretary, EELV, France
Pegah Edalatian, Vice-President/European Secretary and Emily Büning, Secretary General, BÜNDNIS 90/DIE GRÜNEN, Germany
Katerina Andrikopoulou Sakorafa, Co-Chair, Oikologoi Prasinoi, Greece
Erzsébet Schmuck, Co-Chair and Örs Tetlák, Deputy Mayor of Érd, Board Member, LMP – Magyarország Zöld Pártja, Hungary
Rebeka Szabó, MP, Co-Chair, Párbeszéd, Hungary
Pauline O’Reilly, Senator, Chairperson, Green Party Ireland
Angelo Bonelli, MP, Co-Spokesperson, Europa Verde, Italy
Felix von Wohlgemuth, Co-Spokesperson, Verdi Grüne Vërc, Italy
Antoņina Ņenaševa and Atis Švinka, MPs, Co-Chairs, Progresīvie, Latvia
Lukas Savickas, MP, parliamentary group leader, Vice Chairperson, Demokratų sąjunga „Vardan Lietuvos“; Lithuania
Tomas Tomilinas, MP, Vice Chairperson, Demokratų sąjunga „Vardan Lietuvos“; Lithuania
Laima Nagienė, MP, Demokratų sąjunga „Vardan Lietuvos“, Lithuania
Meris Šehović and Djuna Bernard, Co-Chairs, Déi Gréng, Luxembourg
Carmel Cacopardo, Chair, ADPD, Malta
Jesse Klaver, Party leader and Gebke van Gaal, International Secretary, GroenLinks, The Netherlands
Przemysław Słowik, Co-Chair and Małgorzata Tracz, MP, Zieloni, Poland
Rafael Pinto, Member of the Executive Board, PAN, Portugal
Rui Tavares, MP, Co-Spokesperson of LIVRE, Portugal
Lavinia Cosma and Marius Lazăr, Co-Chairs, Partidul Verde, Romania
Adrian Dohotaru, Executive President, Partidul Verde, Romania
Adela Maghear and Bogdan Barbu, Co-Chairs, Partidul ACUM, Romania
Urša Zgojznik, Co-Chair, Vesna zelena stranka, Slovenia
Florent Marcellesi, Co-Spokesperson, Verdes EQUO, Spain
Ernest Urtasun, MEP, Catalunya en Comú, Spain
Märta Stenevi, Spokeswomen of the Green Party of Sweden


