Ucraina. L’ingresso della NATO nel conflitto va evitato. Da Bali arrivino segnali forti
“In questo momento, con il rischio di una Terza Guerra Mondiale che incombe, dobbiamo chiederci come si apre il negoziato per fermare le armi. Non voglio sembrare una voce stonata ma io spero vivamente che dal G20 di Bali arrivino dei segnali forti in questa direzione. Sono convinto che nessuno, in Occidente, voglia entrare in guerra come indicato nell’articolo 5 dello Statuto della NATO, per cui è necessario che grandi potenze come la Cina, la Turchia, l’India, gli Stati Uniti e quindi l’Europa avviino iniziative forti per costringere la Russia a una negoziazione. Penso che non sia una bestemmia pronunciare la parola ‘pace’ e che sia necessario spingere per un negoziato. Perché la crisi economica globale, sociale e le vittime che stiamo pagando sono assolutamente inaccettabili”.
Lo ha detto questa mattina il co-portavoce nazionale di Europa Verde e parlamentare di Alleanza Verdi e Sinsitra, Angelo Bonelli, durante un collegamento con RaiNews24 dalla COP27 di Sharm el Sheikh alla quale si trova.
Alla conduttrice, che gli ha chiesto cosa ne pensasse di quanto riferito dal Ministro Piantedosi in Parlamento sulla questione migranti, Bonelli ha poi ricordato che “c’è uno scafista, condannato per crimini contro l’umanità, che siede nel Governo libico, il quale prende i soldi dal Governo italiano per finanziare la Guardia Costiera, a sua volta condannata dal Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’umanità, tra cui torture e stupri”. Poi, rispetto alla criminalizzazione delle ONG, ha ricordato: “Oltre l’80% dei salvataggi in mare non sono fatti dalle ONG ma dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza che non sono né scafisti, né trafficanti. A ogni modo, benché sia un po’ complicato fare i conti col diritto internazionale, non è che le ONG decidono dove portare i naufraghi ma ci sono convenzioni internazionali secondo cui un naufrago va salvato e condotto nel più vicino porto sicuro. Non c’è alcun dubbio che, accanto all’accoglienza, debbano esserci politiche di integrazione, – ha ribadito Bonelli, – ma, di fronte a 1400 persone morte nel Mediterraneo solo nel 2022, è sconcertante sentir parlare di fermezza”.


