“L’esito nefasto del voto di ieri sulla tassonomia, che, grazie alla complicità delle destre e dei conservatori ha irresponsabilmente attribuito l’etichetta di sostenibilità al gas e al nucleare, ha avuto già i suoi effetti,” dichiarano Eleonora Evi e Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde, a commento della notizia della Francia che intende rinazionalizzare al 100% Edf, il gigante dell’energia.
“Appare quanto meno sospetto che già oggi il governo francese si affretti a soccorrere un gruppo fortemente indebitato, invitandolo, per di più, a lanciare un nuovo programma di reattori nucleari. Una decisione pericolosa e insensata, se si pensa che tra le cause della crisi del colosso energetico c’è proprio la costruzione del suo nuovo modello di reattore, attualmente in fase di installazione a Flamanville, che ha più di dieci anni di ritardo e il cui costo è quasi quadruplicato. Senza dimenticare che puntare su questa fonte energetica diventa sempre più insostenibile, non solo per il problema mai risolto delle scorie, ma anche a fronte del dramma della siccità che, con buona pace di Cingolani, è tutt’altro che un fenomeno contingente, pertanto l’ingente spreco di acqua per il raffreddamento dei reattori è assolutamente irresponsabile.
È solo operazione di #greenwashing.
Le destre europee unite, Meloni, Salvini Berlusconi, riescono a definire #gas e #nucleare investimenti verdi e a fare un grosso regalo alla #Francia (ma non era “prima gli italiani”?!) alla sua industria nucleare indebitata e a #Putin. 🤦🏻♀️🎩 pic.twitter.com/nSd58YaVC1— Eleonora Evi (@EleonoraEvi) July 7, 2022
Il centro destra e i sovranisti de noantri, come Salvini e Meloni, che dicono sempre ‘Prima gli italiani’, hanno dato un voto favorevole che darà tanti soldi all’industria nucleare francese, fortemente indebitata, e quindi a Macron. Altro che prima gli italiani, prima i francesi! Con questo voto è stata penalizzata proprio l’Italia negli investimenti necessari per la transizione ecologica e le rinnovabili, che hanno il pregio di costare poco e che quindi coniugano giustizia sociale e climatica.
“È innegabile, – concludono Evi e Bonelli, – che il pressing spietato di Macron per uccidere il Green Deal includendo il nucleare in tassonomia stia già dando i suoi frutti. Sarà una coincidenza che subito dopo la dichiarazione del governo transalpino i titoli Edf quotati alla borsa di Parigi hanno registrato un’improvvisa impennata, salendo di oltre il 5,5%, quando prima perdevano il 5%?”


