Roma. Termovalorizzatore irrealizzabile e fuori da ogni logica sostenibile

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“All’inefficienza di Roma in fatto di governance dei rifiuti, non si può rispondere con la realizzazione di impianti di termovalorizzazione che vanno in una direzione diametralmente opposta rispetto a ogni ragionamento di buon senso e sostenibilità, oltre ad essere contrari all’indirizzo non solo del Piano Rifiuti Regionale, ma di tutto il quadro normativo vigente. L’unica strada realmente percorribile in quest’ottica è la spinta sulla differenziata partendo dalla frazione organica, sul recupero della materia prima, sull’autosufficienza e prossimità: tutti elementi ribaditi e rafforzati nel Pacchetto Economia Circolare dell’UE”.

Lo dichiarano Filiberto Zaratti e Simona Saraceno (co-portavoce regionali di Europa Verde), Marco Cacciatore (Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Rifiuti) e Nando Bonessio (Consigliere Capitolino e Vicepresidente Commissione Ambiente).

“Come Europa Verde, – proseguono gli ecologisti, – non possiamo consentire che si continui a ragionare sul problema dei rifiuti a partire da impianti ad alto impatto, che dovrebbero essere pensati solo in chiusura del ciclo. Sembra assurdo, inoltre, dover mettere in luce che l’entrata in esercizio di impianti delle dimensioni e della tipologia annunciate oggi dal Sindaco Gualtieri in Aula Giulio Cesare, darà luogo a vertenze tali da non consentirne l’entrata in funzione prima di 5 anni”.

“Invitiamo pertanto il Sindaco e la Giunta Capitolina, – concludono Zaratti, Saraceno, Cacciatore e Bonessio, – a considerare un approccio diffuso alla gestione dei rifiuti, nella prospettiva di ridurre impatti e conflitti territoriali, di minimizzare le dimensioni e suddividere la pressione ambientale su più territori, prediligendo la forma pubblica e di maggior garanzia del pubblico interesse di contro al profitto o al pareggio di bilancio esasperati”.