“Nel corso delle Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo, avevamo chiesto al Presidente del Consiglio da dove avrebbe sottratto le risorse per aumentare le spese militari, ma il Presidente Draghi non ha risposto. Meno di un mese dopo, oggi, abbiamo qualche indizio: si ricomincia a devastare lo Stato sociale tagliando la sanità pubblica, come se la pandemia non avesse insegnato nulla, come se avessimo messo a posto gli ospedali o la medicina del territorio. Si riduce poi il finanziamento alla scuola pubblica, entro il 2025, dal 4% al 3,5% del PIL. Certo, Draghi ha giustificato questo taglio come ‘razionamento’, dovuto al calo demografico. Ma la domanda sorge spontanea: quindi i nostri studenti studiano in aule dignitose? Non ci sono più classi pollaio o scuole danneggiate? Gli insegnanti e il personale scolastico sono nelle condizioni di lavorare al meglio e hanno il trattamento che meritano? La carta igienica la fornisce lo Stato? Dietro parole come ‘razionamento’ si celano la parola ‘taglio’ e la parola ‘cassa’, perché la verità è che si deve fare cassa, ma sempre sui capitoli di bilancio che servono ai cittadini. Il calo demografico lo si contrasta incentivando le nascite, non alimentando le guerre, ma non ci sono passi avanti in questo senso, c’è solo la più grande incertezza verso il futuro, che impedisce ai giovani di realizzare il sogno di avere una famiglia”.
Così oggi in Aula il presidente della Componente Europa Verde-Verdi Europei, Cristian Romaniello, per annunciare il voto contrario al DEF.
“La questione degli impegni internazionali è la scusa utile per aumentare le spese militari, ma non per aumentare la spesa sull’istruzione, che dovrebbe superare il 4%, per la ricerca, che dovrebbe arrivare al 3%, per la cooperazione che dovrebbe arrivare allo 0,7%. Per queste spese si può attendere ancora, e ancora, e ancora, giusto? E allora cosa dovremmo dire rispetto ad un documento che taglia il futuro dei nostri figli, che lascia le categorie fragili in difficoltà, che non interviene su chi avrebbe dovuto pagare il prezzo dell’aumento dei prezzi (perché li ha prodotti) come accaduto sulla truffa degli extra profitti, mentre l’unica cosa certa è che si aumenteranno le spese per gli strumenti di morte? Per tutte queste ragioni, – conclude Romaniello, – annunciamo il nostro voto contrario al DEF”.


