Nuovi OGM: chiediamo alla commissione di far luce sui potenziali rischi

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“Insieme ad alcuni colleghi eurodeputati, ho scritto alla Commissione europea per chiedere una ricerca dedicata sui rischi potenziali e sul rilevamento degli OGM modificati con nuove tecnologie di ingegneria genetica,” dichiara l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“Si tratta, – aggiunge, – di organismi modificati con la cosiddetta tecnologia di genoma-editing, che pongono rischi nuovi e diversi rispetto agli OGM convenzionali. Il pericolo concreto è che questi nuovi OGM finiscano nei nostri piatti senza alcun controllo, senza informazioni adeguate per il consumatore, senza un’approfondita valutazione dei rischi, né tracciabilità ed etichettatura. Le attuali strategie di sorveglianza sono infatti insufficienti per rilevare la presenza dei nuovi OGM, e l’UE non ha ancora finanziato alcuna ricerca sui rischi specifici da loro posti, né tanto meno sulle modalità per la loro rilevazione. L’editing genetico non fornisce risultati sicuri e potrebbe dar luogo a numerosi effetti imprevisti, le cui conseguenze per la salute e l’ambiente rimangono tuttora sconosciute.

Tra l’altro, in riferimento alla situazione italiana, il rilascio anche accidentale in ambiente di nuovi OGM danneggerebbe gravemente il nostro comparto biologico e minerebbe irrimediabilmente la credibilità della produzione agricola e della filiera agroalimentare nazionale, che sul ‘LIBERO DA OGM’ ha costruito la sua forza”.

“La Commissione, – puntualizza l’europarlamentare, – ha il dovere di vigilare sulla corretta applicazione delle regole europee che sanciscono, anche per i nuovi OGM, lo stesso iter di autorizzazione, controllo e tracciabilità di quelli tradizionali, al fine di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, cosi come confermato dalla sentenza della Corte di Giustizia europea.

Ci preme sottolineare che così come è possibile sviluppare nuovi prodotti basati sulla tecnologia del genoma-editing, è anche possibile sviluppare metodi all’avanguardia per la valutazione e il rilevamento dei rischi. Per questo chiediamo senza indugi che la Commissione colmi urgentemente questo vuoto, predisponendo l’avvio di una ricerca dedicata che consenta di approfondire la conoscenza dei rischi potenziali posti dai nuovi OGM e alle autorità nazionali di identificare e tracciare prodotti OGM non autorizzati lungo la catena alimentare,” conclude Evi.