Ci sono le risorse perché la transizione ecologica non lasci indietro nessuno

Transizione ecologica

Un dossier, per rigettare l’apertura al nucleare e le affermazioni che esisterebbe un “ambientalismo radical-chic che è peggio della catastrofe climatica”, e un flash mob al Pantheon per chiedere le dimissioni di Roberto Cingolani. Europa Verde attacca il ministro della transizione ecologica in occasione del suo incontro di oggi con Giuseppe Conte.

Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde, anche attraverso un dossier di 16 pagine dal titolo provocatorio “Questo è radical-chic?” espone le motivazioni per la richiesta di dimissioni del ministro. Secondo Europa Verde, l’obiettivo di Cingolani ministro “nonostante una missione insita nel nome stesso del Ministero, non è certo la lotta al cambiamento climatico, ma il tentativo di difendere gli interessi di grandi gruppi industriali che vedono nella transizione ecologica un pericolo. Perseguendo questo fine, Cingolani è l’esecutore della strategia del “freno a mano” nella transizione. Mentre il Paese va letteralmente a fuoco, dilaniato da incendi e desertificazione, schiacciato nella morsa della crisi climatica, il ministro che dovrebbe lavorare a una transizione necessaria e fondamentale, ha trascorso i primi 6 mesi di governo ad attaccare il mondo ambientalista, con dichiarazioni vuote e prive di argomentazioni”

Nel dossier si mettono in fila tutte le dichiarazioni di Cingolani che, secondo Europa Verde, attesterebbero le posizioni del ministro rispetto alla transizione ecologica, si contesta la lentezza con cui l’Italia agisce per la riduzione delle emissioni e si elencano tutti i punti in cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del governo Draghi tradirebbe le promesse di fare del Recovery Plan una rivoluzione verde. Il dossier di Europa Verde contiene poi una lettera al ministro Cingolani in particolare sul passaggio alle auto elettriche e un focus incentrato sugli aspetti prettamente economici dellla transizione economica.

Dossier: Questo radical-chic?

Secondo Europa Verde, infatti, “il governo dispone degli strumenti per rendere giusta e socialmente equa la transizione ecologica, che è inevitabile e non può essere arrestata perché la crisi climatica rischia di travolgerci se non faremo nulla”. Il dossier si conclude con le proposte politico-economiche del gruppo, che riassume: “I cosiddetti lavori “verdi” fanno parte del nostro progetto di una società sempre più inclusiva e sostenibile, che investe massicciamente nell’innovazione tecnologica. Grazie agli investimenti e ai green jobs, la nostra economia riuscirà ad avere nuovo respiro e a garantire il diritto al lavoro, tutelando anche l’ambiente. Entro il 2024 il fabbisogno occupazionale complessivo del sistema produttivo italiano sarà pari a 2,6 milioni di occupati. Di questi, le imprese ne richiederanno 1,6 milioni con competenze green di cui 978 mila con competenze elevate nella sostenibilità ambientale”.

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