Faremo tutto il possibile per arrestare la corsa del Governo al ponte sullo Stretto di Messina. L’esecutivo su questa questione, aggira i vincoli posti dall’EU per l’erogazione dei fondi di ripresa, utilizzando questi soldi per finanziare le grandi opere ferroviarie, come l’alta velocità, tramite il meccanismo del fondo perduto o da restituire, e liberando così nel bilancio statale risorse per un’opera costosa e dannosa, che sottrae risorse alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica, alle reti idriche e fognarie, al trasporto pubblico locale, vere emergenze per il Sud.
Di fatto, questo Governo, di migliore non ha davvero nulla e si avvicina più ai peggiori governi Berlusconi.
Le piazze colme di giovani, la scienza, persino l’Unione europea ci esortano a implementare il trasporto pubblico e delle merci su ferro e il Governo italiano che fa? Il ponte sullo Stretto di Messina! Perché, secondo i dati forniti dal gruppo di lavoro ma mai verificati, in questo modo, 11 milioni di passeggeri, su 1,8 milioni di veicoli leggeri e 0,8 di veicoli pesanti, potranno raggiungere la Sicilia contribuendo ad aumentare le emissioni di CO2 mentre, per andare da Messina a Trapani in treno, si impiegano oltre otto ore e si necessitano, in media, tre cambi.
In questi mesi, abbiamo assistito a giravolte degne dei migliori acrobati su tutto quel che riguarda la transizione ecologica. Eppure in tutta Europa, e in special modo in Italia, stiamo toccando con mano gli effetti drammatici della crisi climatica e ambientale. Ogni risorsa, ogni singolo euro dovrebbe essere utilizzato per mitigare il rischio di desertificazione a cui la Sicilia è particolarmente esposta, per combattere il consumo di suolo e le emissioni di carbonio. Di fronte agli annunci reboanti del Governo, noi non staremo con le mani in mano e ci domandiamo: come mai il Ministro Giovannini ha cambiato idea sul Ponte?
Angelo Bonelli


