Green Economy. L’Italia sempre pi? verde

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C?? un?economia forte, che genera occupazione e scatta una fotografia dell?Italia come non la immaginavamo. ? quella delle imprese che stanno investendo in green economy e che rientrano in ambiti ormai molto eterogenei: dall?agroalimentare alla moda, dall?edilizia all?arredo, dal chimico al tecnologico, l?economia circolare e la sostenibilit? ambientale rappresentano la strategia comune per uscire, contemporaneamente, dalla crisi economica e da quella climatica.

Il Rapporto GreenItaly 2019

Dal Rapporto Symbola-Unioncamere, il 2019 risulta essere l?anno della svolta, con 300 mila imprese impegnate in investimenti green e il 13,4% dei lavoratori totali occupati nell?ambito. Oltre tre milioni di persone, con un potenziale di crescita di 100mila posti di lavoro ogni anno. Dati che la politica stenta a mettere a fuoco ma che sono ben chiari a tutti coloro i quali ? in particolare Under 35 ? hanno deciso di fare impresa in Italia.

Non chiamatelo effetto Greta

? la semplice constatazione, a opera soprattutto degli imprenditori pi? giovani e illuminati, che prendersi cura dell?ambiente equivale a prendersi cura del proprio portafogli, oltre che del Pil nazionale. Ed ? cos? che chi ha investito in prodotti e tecnologie green ha prospettive di crescita migliori rispetto a chi non lo ha fatto. In termini di fatturato, di occupazione e di export. S?, di export. Perch? ai mercati esteri piace di pi? chi innova? facendolo con occhio rivolto alla green economy. Un binomio che ha effetti positivi anche sulla produttivit?.

Un?occasione ghiotta i cui destinatari sono soprattutto i giovani, viste le nuovissime figure professionali che si affacciano sul mercato. Ma un?occasione ghiotta anche per la politica che stenta a coglierla dato che gli investimenti pubblici sono ancora fortemente sbilanciati verso le fonti fossili. Cos?, mentre nella prima parte del decennio, a crescita delle rinnovabili ? stata impetuosa, scelte politiche successive hanno provocato una stasi senza precedenti nel mondo.

Ma quali sono le aree del nostro Paese che hanno puntato sulla sostenibilit??

Secondo il Rapporto, la Lombardia non ? solo sul podio: ? l?indiscussa vincitrice, seguita da Veneto e Lazio. Le province con i maggiori eco-investimenti ? neanche a dirlo ? sono Milano e Roma che registrano un netto vantaggio rispetto a Napoli, terza classificata con quasi 18 mila imprese green-oriented. Persino il posizionamento nel contesto comunitario ha offerto pi? luci che ombre: tra 28 paesi, infatti, l?Italia si colloca al terzo posto, dietro Lussemburgo e Irlanda i quali, per via della vantaggiosa fiscalit? che li caratterizza, ospitano colossi a livello mondiale.

Ormai ? chiaro: il futuro si cela dietro la cosiddetta circular economy, con predominanza di investimenti nelle riduzioni delle materie prime energetiche, acqua e rifiuti, a cui segue la riduzione delle sostanze nocive e l?aumento dell?utilizzo delle materie prime seconde. In questo, l?Italia sta facendo indubbiamente ?eco-tendenza?, anche in senso molto stretto visti i settori che da sempre contraddistinguono il Made in Italy e che fanno del nostro paese un?eccellenza ambientale. Sulla scia della coda lunga, le nostre nicchie, come quella del design, permettono di creare ricchezza senza esercitare troppe pressioni in termini di inquinamento. D?altronde, l?abbiamo sempre sostenuto e oggi i dati lo confermano: parlare di riconversione quando si tocca il sistema produttivo del Bel Paese non ha solo senso ma rappresenta il modo pi? dirompente per uscire dalla crisi.