Alex Langer, un ponte per un costruttore di ponti

Alex Langer

Il 6 novembre, a quattro anni dall’Ordine del Giorno presentato nel Municipio 1 di Milano da Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi italiani ed esponente di Europa Verde, la citt? intitola il ponte pedonale sulla Darsena ad Alex Langer, co-fondatore dei Verdi italiani e dei Verdi Europei.

Alexander Langer se ne ? andato per scelta volontaria il 3 luglio 1995.

Quasi un quarto di secolo dopo, la sua figura continua a segnare in modo emblematico la storia dell’ecologismo politico italiano ed europeo, ma non solo.

Scomparso a 49 anni, molte sue intuizioni sono rimaste di una attualit? sorprendente, molte sue iniziative sono ancora oggi vive e vitali, la sua eredit? spirituale, culturale e politica ? ormai patrimonio comune di intere generazioni, anche di quelle pi? giovani, che non l’hanno conosciuto.

Alexander Langer ? stato “costruttore di ponti”, tra etnie e gruppi linguistici, tra identit? ideologiche diverse, tra le differenze di genere, tra partiti e societ?, tra Nord e Sud e tra Est e Ovest del mondo, tra uomo e natura, tra la pace e l’ambiente: “Ecopax”, appunto. In alternativa agli ideologismi astratti, si ? fatto promotore di “utopie concrete”; rifiutando ogni forma di fondamentalismo si ? fatto sostenitore della “conversione ecologica”, ripresa da papa Francesco nell’enciclica “Laudato si'”; superando i muri delle?barriere etniche si ? fatto protagonista e artefice della “convivenza”; di fronte alla disperazione e al catastrofismo ha cercato di essere “portatore di speranza” e “costruttore di pace”.

Nel Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica ha scritto “dell’importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera”: la sintesi migliore di come Langer concepiva il suo rapporto con i conflitti e con le barriere etniche, politiche e ideologiche. Nel suo testo pi? sistematico sulla “conversione ecologica”, ha affermato in particolare:

La domanda decisiva ?: come pu? risultare desiderabile una civilt? ecologicamente sostenibile? “Lentius, profundius, suavius”, al posto di “citius, altius, fortius”. La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni e impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.

Una correzione di rotta oggi pi? attuale e necessaria che mai di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici.

Il 6 novembre sar?, dunque, l’occasione per ricordare e celebrare un grande pensatore, un politico ambientalista, pacifista ed europeista. Il ponte pedonale, che scavalca la Darsena e collega Viale D’Annunzio a Viale Gorizia, rappresenter? colui che, per eccellenza, ? stato definito “costruttore di ponti e saltatore di muri”.

Marco Boato