I nostri cinque s? per l’Italia

I nostri Cinque s

In un?intervista a Repubblica, Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico, ha sostenuto l?impossibilit? di allearsi con i Verdi italiani che ?dicono di no a tutto, sono un Movimento 5 Stelle in piccolo?.

Dopo aver presentato, negli anni scorsi, l?opuscolo sui cantieri utili che vorremmo veder messi in atto al posto di troppe infrastrutture sterili, oggi, anzich? le stelle, lanciamo i nostri cinque S? per l?Italia, a dimostrazione che di fronte alle buone proposte Europa Verde non si tira indietro.

Vogliamo uscire da un dibattito piegato sui personalismi della politica per dare spazio a tematiche reali. Mentre il resto del mondo pone attenzione al collasso del clima, ai danni irreparabili che potrebbe provocare in poco pi? di dieci anni, i nostri governanti continuano a battibeccare su questioni interne, create ad arte per distrarre i cittadini. La questione dei cambiamenti climatici va affrontata e affrontata subito, in primis con la dichiarazione dello stato di emergenza climatica. Ma siamo convinti che ci? non basti: ? necessario modificare in maniera sostenibile le nostre abitudini cos? da contenere i danni per il pianeta e contemporaneamente stimolare un?economia stagnante come quella italiana, creando possibilit? per tutti e sviluppo per il Paese.

S? alle rinnovabili e alla dismissione dei fossili

Il ?climate change? non ? pi? una minaccia ma una drammatica realt?. Dunque, serve una vera rivoluzione energetica, e a promuoverla non possono che essere le politiche pubbliche. L?Italia ha visto in questi anni, grazie al ?Conto energia? realizzato dai Verdi, un promettente decollo delle energie rinnovabili. Ma gli ?ultimi governi hanno impedito che il tutto potesse attuarsi definitivamente, ponendo crescenti ostacoli ? legislativi, burocratici – allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Ancora pi? grave ? che il nostro governo continui a sostenere l?energia fossile con investimenti che raggiungono i 19 miliardi all?anno.

La ?decarbonizzazione? dei sistemi energetici deve accompagnarsi a uno sforzo radicale per migliorare l?efficienza energetica nei consumi civili, nei trasporti, nell?industria. L?esempio da seguire ? quello degli ?ecoincentivi? alle ristrutturazioni energetiche degli edifici, voluti dai Verdi, in vigore da alcuni anni e grazie ai quali milioni di famiglie hanno realizzato interventi per rendere le loro case meno ?energivore?.

S? alla difesa del suolo e la messa in sicurezza delle scuole

In base a dati raccolti dall?Istat, in Italia il territorio gi? ricoperto da cemento e asfalto ? pari al 7,3% del totale contro il 4,3% della media europea e negli ultimi quindici anni, malgrado la crisi profonda del mercato immobiliare, il consumo di suolo ha viaggiato al ritmo di 40 ettari persi ogni giorno. Le citt? italiane devono tornare al centro delle politiche pubbliche: basta consumo di suolo e priorit? assoluta al recupero, alla riqualificazione e alla manutenzione del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente, alla creazione di aree verdi. S? a una serie di interventi immediati per prevenire il dissesto idrogeologico?e i rischi nelle aree sismiche attraverso un?adeguata politica di tutela del territorio, contrastando il consumo del suolo, l?abusivismo edilizio e quei provvedimenti di legge tesi a fermare le demolizioni. S? a un?effettiva messa in sicurezza degli edifici scolastici.

S? alla sicurezza alimentare e a cibi sani e genuini

L?Italia deve essere OGM free, deve essere vietato l?uso di OGM nell?alimentazione animale e umana. Il consumatore deve avere il diritto di sapere cosa mangia, conoscere attraverso l?etichetta il contenuto e la composizione del prodotto alimentare, la provenienza. Noi Verdi negli ultimi decenni abbiamo condannato gli allevamenti intensivi e i pesticidi, realizzato la riforma dell’agricoltura multifunzionale e sostenuto il biologico e il biodinamico, l’agricoltura di qualit? e tipica, i GAS e i mercati contadini. Stiamo sostenendo la petizione europea contro il glifosato. Considerato il contributo nocivo delle emissioni in atmosfera del comparto agricolo, occorre che il settore agricolo stesso non solo si adatti al cambiamento climatico, ma che contribuisca a mitigarlo.

S? ai Treni Veloci per il sud, 1000 treni per i pendolari, diminuzione mobilit? auto e auto elettriche condivise

La priorit? nel campo degli interventi nel trasporto ferroviario ? quella di acquistare nuovi treni per migliorare il trasporto pendolare nei prossimi dieci anni. Nel campo degli investimenti le risorse vanno concentrate sulle reti metropolitane e regionali e nell?ammodernamento delle reti del Mezzogiorno, mentre vanno abbandonati progetti che non risolvono i problemi di mobilit? del Paese, ma che invece sprecano ambiente, territorio e risorse economiche pubbliche e private. Allo stesso tempo la crisi del mercato dell?auto nei Paesi occidentali e la necessit? di puntare verso la mobilit? sostenibile impongono anche una riconversione del sistema produttivo dell?automobile. Occorre innanzitutto ridurre drasticamente il parco auto circolante in Italia (pari a 51.682.370 vetture!) e puntare sull’auto elettrica condivisa, sul retrofit e sulle colonnine di ricarica con incentivi e detrazioni fiscali. Inoltre la bicicletta nelle aree urbane deve essere la reale alternativa per gli spostamenti di corto raggio. Come Europa Verde, abbiamo condiviso l’obiettivo della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta affinch? entro il 2030 la met? degli spostamenti in ambito urbano avvengano in bicicletta. Nell’ultima legislatura, il nostro gruppo europeo si ? battuto per promuovere la mobilit? ciclistica, ottenendo grandi risultati come, ad esempio, che tutti i treni nuovi e rinnovati debbano avere almeno 8 posti bici a bordo.

S? a 400.000 posti di lavoro green ogni anno per i prossimi 5 anni

Come Verdi proponiamo una trasformazione economica dei modelli produttivi che sappia garantire a tutti un futuro florido sulla base di uno sviluppo sostenibile e di un ?rinascimento verde? della nostra industria. I benefici sarebbero innumerevoli: nuovi posti di lavoro, qualificati, ben pagati e senza discriminazione di alcun tipo; maggiori garanzie per i lavoratori; maggiore mobilit? economica; maggiore sviluppo regionale e migliori opportunit? per le piccole e medie imprese e le imprese sociali. Dallo studio presentato ad Ecomondo, si legge che nel nostro Paese, grazie ai cosiddetti ?Green Jobs?, nel 2017 sono state impiegate circa 3 milioni di persone con lavori di maggiore qualit? rispetto ai lavori non green.

Sulla base di 10 misure da adottare,?in 5 anni si possono creare 2,2 milioni di nuovi posti di lavoro. L?insieme di queste misure, che richiederebbero in media tra 7 e 8 miliardi di euro di investimenti pubblici annui per i prossimi 5 anni,?attiverebbe 21,4 miliardi di euro di investimenti privati annui, generando un?valore di produzione di 74 miliardi e in media 440 mila nuovi posti di lavoro green ogni anno?che, tenendo conto dell?indotto, arriverebbero a oltre 660 mila.