Fit for 55. Abbiamo arginato l’attacco delle destre e delle lobby

Fit for 55

L’anno scorso la Commissione europea ha proposto il pacchetto “Fit for 55”, un piano per ridurre le emissioni nell’UE di almeno il 55% entro il 2030.

Il pacchetto Fit for 55 rappresenta la fase successiva del Green Deal europeo, illustrando le modalità attraverso cui la Commissione intende rendere l’Europa idonea a diventare il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

“L’intero Green Deal è stato sotto l’attacco dalle lobby”, ha dichiarato all’ANSA l’eurodeputata e co-portavoce nazionale di Europa Verde, Eleonora Ev, a margine dei lavori della Plenaria di Strasburgo.

“Gli eurodeputati son stati messi sotto una pressione costante, si è capito che si parlava della tenuta del Green Deal e del pacchetto Fit for 55. Nelle settimane passate, i parlamentari europei hanno ricevuto una valanga di mail, telefonate e comunicazioni dalle lobby e dalle rappresentanze nazionali. Il risultato si è visto in Aula e non è un bel segnale, proprio oggi che la Commissione spinge sul Repower EU e dalla Conferenza sul futuro dell’Europa arriva la richiesta dei cittadini di essere piu coraggiosi nelle riforme, il Parlamento invece si mostra confuso e pauroso. Ieri si parlava di politiche e impegni che dovevamo dare nuove regole all’industria ma proprio quando i giochi sono diventati difficili il Parlamento si è paralizzato”.

Il commento di Eleonora Evi sul voto sullo scambio di quote di emissioni (ETS)

“Il meschino tentativo delle destre di annacquare il testo al voto sullo scambio di quote di emissioni (ETS) è fortunatamente fallito. Con un emendamento, i popolari volevano consentire alle industrie di beneficiare di permessi per continuare a inquinare gratuitamente fino al 2034. Noi Greens/EFA, insieme a una maggioranza progressista, abbiamo respinto con successo questo pericoloso tentativo del PPE (Forza Italia) e delle lobby industriali, facendo in modo che il dossier tornasse alla Commissione Ambiente per trovare un nuovo accordo.

“Il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) è uno degli strumenti fondamentali dell’UE nella lotta alla crisi climatica, perché costringe i grandi inquinatori, come le industrie e le raffinerie, ad acquistare certificati corrispondenti al loro livello di emissioni di gas climalteranti la cui quota totale si riduce di anno in anno, favorendo così la decarbonizzazione dei settori coperti dal sistema. Eppure molte di queste industrie beneficiano di ‘permessi gratuiti’. Per noi Verdi è inaccettabile consentire alle industrie di continuare ad emettere senza pagare e addirittura prolungare questo insensato vantaggio ben oltre la proposta della Commissione europea (2030) come avrebbero voluto le destre”.

“Con il voto di oggi abbiamo contrastato l’inaccettabile attacco al Green Deal europeo da parte di quella destra che, facendo terrorismo psicologico e millantando una sedicente tutela dei lavoratori, di fatto continua a favorire le lobby del fossile. I proventi generati dall’ETS devono, come noi Verdi sosteniamo da sempre, essere utilizzati per combattere la crisi climatica, anche sostenendo finanziariamente coloro che ne sono più colpiti. Rimandando il dossier alla Commissione ambiente, possiamo ancora costruire una politica climatica in linea con gli obiettivi di Parigi e in accordo con la posizione della comunità scientifica, con buona pace delle destre e del loro finto ambientalismo pragmatico”.

La soddisfazione per il voto favorevole sul divieto totale di vendita di nuove autovetture a motore endotermico a partire dal 2035

“Questo voto è un risultato importante! Raggiungere un traguardo di tale portata è stato tutto fuorché semplice a causa dell’antagonismo indefesso del PPE (Forza Italia) e delle destre in generale, e della furiosa pressione delle lobby dell’automotive che, fino all’ultimo, hanno tentato di diminuire l’ambizione del testo normativo per rimuovere il divieto, ridurne l’ambito di applicazione o inserire deroghe e clausole atte a promuovere soluzioni inefficienti e inquinanti, quali biocarburanti e idrogeno.

Il settore automobilistico può e deve essere uno dei settori più rapidi nella decarbonizzazione. Le soluzioni ci sono e ai produttori da tempo si sono aperte nuove prospettive di mercato, che hanno portato le vendite di auto elettriche a crescere esponenzialmente di anno in anno e a rappresentare già ora un quinto dei veicoli in circolazione. L’industria ha però bisogno di certezze di lungo periodo per sostenere la riconversione verso produzioni 100% sostenibili. Oggi il Parlamento europeo ha dimostrato il suo chiaro sostegno all’industria automobilistica, garantendo occupazione sostenibile e portando alla creazione di oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro entro il 2030, secondo le stime della stessa Commissione europea.

Noi Verdi proseguiamo con rinnovato vigore le nostre battaglie, perché nell’Europa del futuro non c’è posto per chi, allo scopo di proteggere i profitti di una parte reazionaria dell’industria europea, continua a guardare al passato.