Le famiglie sono in ginocchio ma per ENI +3.780% di utile

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“Cingolani propone di aumentare estrazione del gas dall’Adriatico che ha riserve limitate pari a meno di un anno di fabbisogno nazionale. Nel frattempo, in piena crisi energetica, l’Italia esporta gas all’estero. Nel 2021 l’esportazione del gas è cresciuta del 389% rispetto al 2020, con oltre 1,5 miliardi di mc di gas venduti fuori confine mentre le scorte strategiche sono state ridotte di ulteriori 1,5 miliardi di mc. Perché il ministro chiede di trivellare l’Adriatico per prendere gas che vendiamo all’estero se non serve all’Italia?”

Lo chiedono, in una nota, i co-portavoce nazionali di Europa Verde, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, che aggiungono: “Il caro bollette ha messo in ginocchio le imprese e le famiglie italiane, mentre il Governo non ha alcuna strategia energetica: tassa le rinnovabili e non interviene sugli extra-profitti generati da chi ha speculato sul prezzo del gas. Intanto, 110 GW di energia rinnovabile tra fotovoltaico e solare sono bloccati, con le autorizzazioni stoppate da Regioni, Province e Governo. Questo è un fatto inaudito perché stiamo parlando di una quantità di energia che, in totale, rappresenta più del doppio del fabbisogno energetico del nostro Paese”.

“Nell’ultimo quadrimestre del 2021, – incalzano gli ambientalisti, – ENI ha realizzato un utile di 2 miliardi di euro; in soli tre mesi, ha aumentato del 3.780% rispetto allo stesso periodo del 2020. Solo nel 2021, ammontano a 4 miliardi di euro gli extraprofitti dell’industria petrolifera destinati a superare i 10 miliardi nel 2022. Si tratta dei proventi del prezzo maggiorato fissato ai cittadini, nonostante le aziende energetiche italiane possano ancora godere di prezzi di favore fissati sulla base di contratti pluriennali con la Russia stipulati prima della crisi. Ma il Governo tassa le rinnovabili”.

“Per ripartire, l’Italia ha assoluto bisogno dello sblocco delle rinnovabili, a partire da impianti eolici offshore e fotovoltaici. Ci sono autorizzazioni per impianti da 110 GW che sono bloccate e porterebbero la produzione dell’energia al 72%, riducendo il costo della bolletta di 40 miliardi di euro. Il punto, – concludono Bonelli ed Evi, – è proprio questo: vogliono bollette alte per realizzare profitti, mettere le mani nelle tasche degli italiani perché con solare e fotovoltaico il prezzo sarebbe socialmente giusto”.