Zanoni (Europa Verde): “Apertura della caccia, un sanguinoso rituale contro la scienza. Cacciatori ridotti allo 0,8%: la politica smetta di piegarsi a una minoranza da prefisso telefonico”

Zanoni Andrea

«Con l’apertura generale della stagione venatoria fissata per domenica 20 settembre si ripete un sanguinoso e anacronistico rituale di uccisione degli animali selvatici per mero divertimento, in uno scenario di totale fallimento politico e culturale. È gravissimo che la politica corra trasversalmente dietro a una minoranza da prefisso telefonico, pari a meno dello 0,8% della popolazione italiana, mettendo a repentaglio un bene comune come la fauna selvatica, espressamente tutelata dall’articolo 9 della nostra Costituzione. Ricordo che Alleanza Verdi e Sinistra ha nel proprio programma un obiettivo chiaro: l’abolizione della caccia».
Dichiara senza mezzi termini Andrea Zanoni, Coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, commentando l’avvio dell’attività venatoria nel Paese e smontando le narrazioni del fronte filovenatorio alla luce dei numeri ufficiali.
I dati aggiornati relativi alla stagione venatoria 2025/2026, elaborati attraverso il computo dei tesserini regionali curato dalla Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC), attestano che i cacciatori effettivamente praticanti in Italia sono appena 429.484: esattamente lo 0,8% rispetto ai 53.383.000 cittadini residenti al 1° gennaio 2026 (esclusi i residenti stranieri).
«La leggenda venatoria che dipinge i cacciatori come una lobby capace che fa  da ago della bilancia elettorale è una fake news – incalza Zanoni –. Si tratta di una corporazione in grado solo di spostare un pugno di preferenze tra candidati dello stesso partito. La bocciatura popolare della caccia è ormai schiacciante, come confermano i recenti sondaggi Ipsos Doxa: solo 3 italiani su 100 vorrebbero incentivare l’attività venatoria, mentre 3 su 4 chiedono che venga abolita. Nonostante il costante pressing dei produttori di armi e cartucce, per i quali i cacciatori sono diventati un mero paravento per far circolare più armi possibile, il tentativo della maggioranza di accreditare il cacciatore come “bioregolatore” è del tutto fallito».
Zanoni punta poi il dito contro l’impatto devastante che le doppiette avranno sulla fauna già stremata dai recenti eventi climatici estremi e sulle forzature normative messe in atto dall’Esecutivo.
«Aprire la caccia dopo un’estate segnata da continue ondate di caldo rovente e da centinaia di incendi devastanti significa letteralmente sparare sulla Croce Rossa. Se decine di migliaia di persone sono morte in Europa per il caldo estremo pur avendo un tetto, acqua e assistenza, cosa può essere successo agli animali selvatici nei nostri boschi? Aprire il fuoco in queste condizioni è un abominio. Servirebbe proclamare lo Stato di Emergenza Ambientale, non concedere licenze di sparo. Ma il Governo continua a spingere sulla sciagurata Pdl 2984, la cosiddetta  ‘Sparatutto”.».
A completare il quadro, le severe reprimende arrivate direttamente dalle istituzioni comunitarie. La Commissaria UE all’Ambiente, Jessika Roswall, ha recentemente ribadito che la Proposta di Legge “Caccia Selvaggia” viola diverse direttive europee, andando ad aggravare la posizione dell’Italia, già colpita da due procedure di infrazione aperte nel 2023 per la caccia in periodi vietati e l’uso di munizioni al piombo nelle zone umide.
«L’Esecutivo fermi immediatamente la deriva della Pdl ‘Caccia Selvaggia’, nata al solo scopo di stravolgere la legge 157/92 per concedere più tempi, più specie e più deroghe alla lobby venatoria – conclude Andrea Zanoni –. Non si può continuare a sparare in faccia alla scienza, alle direttive europee e al sentimento della schiacciante maggioranza degli italiani. Serve un cambio di rotta radicale: recepire i decreti del Regolamento europeo sul Ripristino della Natura e tutelare concretamente la nostra biodiversità».