«La crisi climatica non è uguale per tutti. A pagarne il prezzo più alto sono le famiglie con meno risorse, chi vive nelle periferie, in case poco efficienti, nei quartieri senza alberi e soffocati dal cemento. I dati raccolti da Legambiente a Napoli, con temperature al suolo vicine ai 64 gradi in un parco giochi di San Pietro a Patierno, dimostrano che il cambiamento climatico amplifica le disuguaglianze sociali.
Da quasi quattro anni il governo Meloni si distingue per un’inazione sistematica sulle politiche climatiche. Dietro un approccio ideologico che minimizza l’emergenza si nasconde la difesa degli interessi delle lobby del gas e del petrolio, mentre la crisi climatica produce danni alla salute, all’economia e ai territori durante tutto l’anno.
L’Italia ha ormai il 28% del territorio esposto al rischio di desertificazione, il consumo di suolo continua ad avanzare al ritmo di 2,7 metri quadrati al secondo e gli eventi meteorologici estremi provocano ogni anno miliardi di euro di danni. Eppure il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è rimasto senza le risorse necessarie per essere attuato.
Invece di investire nell’adattamento climatico, nella riforestazione urbana e nella tutela del territorio, il governo si prepara ad approvare una legge che indebolisce la protezione della fauna selvatica, amplia l’attività venatoria perfino nelle aree protette e continua a non affrontare il consumo di suolo e la cementificazione. È una scelta irresponsabile che mette a rischio ambiente, biodiversità e sicurezza dei cittadini.»
Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.


